Test

[First ride] Greyp G6.2 Expert FS

Greyp ha lanciato la sua nuova linea di eBikes, la G6. Noi abbiamo testato la G6.2, posizionata a metà della gamma e basata su motore MPF con batteria ed elettronica custom Greyp. La linea G6 è la più connessa sul mercato delle bici elettriche, con una connessione 4g/LTE integrata permanente.

Greyp è un marchio che non ha mai prodotto biciclette classiche prima di entrare nel mercato di quelle a pedalata assistita. La sua azienda madre, infatti, è Rimac, che produce auto elettriche da corsa ed è controllata da Mate Rimac, che possiamo definire l’Elon Musk europeo. La Rimac Concept One è l’auto elettrica di serie più veloce del mondo e l’azienda fornisce parti anche a diversi altri marchi.

La linea G6 è per certi versi l’analogo della Concept One per le biciclette: è quasi un esercizio di stile, un pacchetto di tecnologia e dispositivi smart.

La Concept One
Mate Rimac presenta la nuova bici

Caratteristiche

Telaio – in carbonio T700 (taglie S, M, L)
Serie sterzo – FSA Gravity SX pro
Sella – Fi’zi:k PONENTE F200
Ruote DT Swiss H1700 40, 27,5” BOOST / 40mm
Motore – MPF 6.0c, custom firmware, OTA aggiornabile / 250W
Manubrio – Greyp custom, 760mm, 38mm rise, 9° back sweep, 5° upsweep
Forcella – Rockshox Yari RC 27.5″ BOOST Debonair, escursione 150 mm , perno 15mm
Catena – SRAM EX1 , 122 maglie, 1/2″ x 11/128″
Pacco pignoni – SRAM EX1 CS XG 899 11-48d
Ammortizzatore – Rockshox Monarch RT 216×63 Reggisella – KS LEV-DX 335/100mm
Pedali – Greyp custom flat in alluminio; perno Cr-Mo
Gomme Schwalbe Magic Mary 27.5″
Comando cambio – SRAM EX1, 8 velocità
Freni – Formula Cura (2 pistoni, sensore di frenata elettronico)203mm avanti / 180mm dietro Mozzi – davanti Formula DC511 /dietro Formula DHT148
Deragliatore – SRAM EX1 8v
Manopole – cWTB Ace PadLock – BULGED (custom)
Peso – 25.5 kg
Prezzo – €6,999.00 (la G6.2 testata)

Motore ed elettronica

Mobile App OS – solo Android / per iOS verrà rilasciato nel 2020
Batteria – Greyp custom, 36V, 700 Wh (al litio), OTA aggiornabile
Connettività – modulo 3G con eSIM, Bluetooth 4.2, Wi-Fi, USB C Sensori GPS, accelerometri a 3 assi, Barometro
Caricatore – Greyp custom, 36V, 4A
Attacco manubrio – Greyp custom , 52mm, con CIM (Central Intelligence Module) integrato
Videocamere integrate, grandangolari, [email protected]
Porta di ricarica – Rosenberger RoPD C003, magnetica
Gestore connettività – T-Mobile, gratuito fino a Settembre 2022 Display – 3″, TFT, 240×400, leggibile anche sotto la luce diretta del sole

Il telaio è interamente in carbonio e l’escursione è di 150 mm davanti e dietro

Il motore è fissato sotto il telaio e protetto da un paracolpi.


Il carro posteriore lascia posto a sufficienza per gomme 27.5+

 Il triangolo frontale ruota intorno alla batteria. A quanto abbiamo capito, la capacità reale è di 770 Wh, ma è stata elettronicamente ridotta a 700 Wh nominali che siano garantiti in qualunque condizione di ricarica.

I freni sono Formula Cura E, che integrano un sensore che ferma il motore durante la frenata.

Geometrie

Le geometrie non sono estreme, con un reach sullo stile di Haibike e un angolo sterzo non troppo aggressivo. Interasse e carro garantiscono stabilità in ogni condizione ed una posizione di guida piuttosto eretta. Se vi piacciono le discese tecniche e marcatamente enduro, potreste raggiungere presto i limiti della G6.

Motore e batteria

Questa bici non è solo un telaio con motore e batteria: Greyp ha creato un intero ecosistema di sensori ed elettronica che misurano e comunicano al mondo quello che succede sulla bici. Il software che gestisce il motore è sviluppato da Greyp stessa. Il motore è sigillato per impedire l’ingresso di acqua o polvere, i cuscinetti sono lubrificati con olio.

La batteria ad alta densità ha 700 Wh di carica. È facile da rimuovere e caricare con una porta Rosenberger.

Elettronica e connettività

La parte digitale della linea G6 va approfondita in un capitolo a sé perché è veramente ricca. La bici è sempre online e collegata allo smartphone. L’idea è quella di una bici che misuri e rilevi ogni movimento del biker, oltre alle sue condizioni fisiche attraverso la frequenza cardiaca. Il software ha la possibilità, ad esempio, di variare il livello di assistenza del motore per mantenere costante la frequenza cardiaca e la potenza erogata. Può filmare davanti e dietro la bici e include un sistema di sicurezza che permette di bloccare la bici tramite l’app con una password. Se qualcuno sposta la bici, l’applicazione lo notifica al proprietario, attiva le videocamere e permette di disattivare da remoto l’elettronica.

Esistono anche aspetti più ludici di questo sistema, che permettono di gareggiare con altri a bordo di G6. Un po’ come Strava, ma integrato nella bici.

Il display centrale fa anche da supporto per lo smartphone.

La telecamera e la luce posteriore.

Connettività USB-C, WiFi, Bluetooth e telefono integrato eSIM

L’applicazione è accessibile senza staccare le mani dal manubrio. Il joystick permette di navigare tra le opzioni, un interruttore accende le luci ed una levetta a due posizioni (sù/giù) regola la potenza del motore.

L’applicazione attivata che visualizza le immagini registrate dalla camera frontale. Al momento non è compatibile con iPhone.

È possibile comunicare in tempo reale i dettagli rilevati dai sensori durante i giri, anche per competere con altri biker. Volendo, è anche possibile trasmettere in diretta le riprese delle due telecamere ed essere seguiti via video da chi desideri farlo. Non abbiamo provato queste funzioni ma le abbiamo viste in funzione: durante la presentazione veniva trasmessa in diretta una sessione di quella che viene chiamata “gamification”, tra due biker che gareggiavano intorno a Zagabria.

I cavi sono parecchi, ma se sono organizzati con criterio non è un problema.

Per chi usa costantemente Strava o ama scattare selfies è importante avere vicino una porta USB dove caricare i propri dispositivi. Greyp ne ha una facilmente raggiungibile.

Prova sul campo

Per questo primo contatto con la bici, ho deciso di non usare lo smartphone preferendo invece di affidarmi alla sola elettronica della bicicletta. Mi sono trovato a pedalare godendomi la vista dell’ambiente che mi circondava senza prestare molta attenzione al display, salvo regolare ogni tanto le modalità di assistenza.

Il mio compagno di pedalata ha scelto invece di usare telefono e app cercando di sfruttare tutte le opzioni possibili, in modo che alla fine potessimo fare un confronto tra le nostre due esperienze. Ci siamo persi entrambi e abbiamo dovuto usare una cartina cartacea per tornare a casa. A dispetto delle infinite possibilità che offre, tutta l’elettronica della bici può risultare per certi versi una distrazione e non aiuta necessariamente a godersi il giro in bici più di quanto non lo si faccia già. Abbiamo pedalato sia su larghe sterrate che su singletrack tecnici, più qualche fondo di terra asciutta e ci siamo divertiti comunque.

Abbiamo percorso circa 30 km, di cui la maggior parte in modalità turbo, per quando mi riguarda. Non avevo mai provato prima quel motore e sono rimasto colpito dalla sua gradualità e dalla silenziosità. Veramente notevole per il prodotto di una casa così piccola. Non ho potuto provare a fondo le cinque modalità ma direi che la spinta e il feeling del motore assomigliano a quelle del Brose Mag-S. Non è facile commentare la durata della batteria, ma posso dire che dopo 30 km in modalità turbo con 800 m di dislivello, restava il 20% di carica.

Salita

Le lunghe salite su strade bianche sono ben gestite dal motore. La G6 è facile da pedalare, con una posizione in sella semplice che invita a uno stile tranquillo. In salita, anche in trail stretti e rocciosi, la bici curva piuttosto bene, grazie al corto interasse ed allo sterzo di 67 gradi.

Discesa

La G6 è divertente ma non si riesce a portarla al limite al quale altre bici, con geometrie più aggressive, ci hanno abituato. Non è una bici da enduro, ma ha decisamente degli aspetti apprezzabili, come le gomme Magic Mary, che hanno un’ottima tenuta su tutti i fondi che abbiamo incontrato durante la presentazione. I larghi cerchi DT Swiss HT1700 sono a prova di bomba, come ho potuto verificare direttamente in una pizzicatura in discesa. Abbiamo fatto qualche tratto piuttosto tecnico e ricco di rocce, i cerchi ne sono usciti perfettamente dritti, solo segnati. I freni Cura sono ottimi, non hanno mai mostrato un accenno di fading ed il punto di frenata è molto costante. Un’ottima scelta in tutte le condizioni che abbiamo provato.

Le sospensioni sono lineari e facili da regolare. La forcella RockShox lavora bene anche sulle sezioni tecniche.
La posizione in sella in discesa non è aggressiva e bisogna stare concentrati se si vuole andare veloci. Il telaio in carbonio risponde rapido nelle curve ed è ottimo nei tornanti stretti, in generale è più reattivo dei telai in alluminio che hanno altre biciclette di questa categoria.

L’impressione ottenuta dalla bici è che si tratti di una bici da pedalare con calma per godersi il giro, non è pensata per alcuna attività estrema. È una bici molto solida e robusta. A onor del vero, ho perso la videocamera posteriore. Probabilmente perchè ho regolato la sella e poi stretto male una vite. Posso solo assumere che sia stata colpa mia perchè tutti gli altri partecipanti sono tornati alla base con l’elettronica perfettamente intatta.

Conclusioni

Senza dubbio la G6 è la bicicletta con più elettronica tra quelle attualmente sul mercato. È pensata guardando al futuro, a chi ama condividere ogni istante e, se vuole, analizzare ogni dettaglio del giro, una volta tornato a casa. Le funzionalità connesse alla sicurezza sono molto interessanti e non sono violabili, essendo protette da una blockchain. Il comportamento sul sentiero è simile a quello di altre trailbike ma il rapporto tra l’allestimento e il prezzo è molto competitivo, considerata tutta l’elettronica integrata nella bici e gli aggiornamenti gratuiti, installabili senza bisogno di collegare la bici ad alcunchè.

Il futuro

Questo evento di lancio è stato molto diverso dagli altri a cui sono abituato a partecipare: i presenti appartenevano infatti principalente alla stampa generica. Abbiamo pedalato assieme a influencer su Instagram, vestite con jeans bianchi strappati sulle ginocchia, al posto delle protezioni. C’è da ammettere che avevano parecchio più stile di me, ma emerge chiaramente quale sia il pubblico a cui questo tipo di prodotto è rivolto. Le nuove generazioni sono connesse e Greyp ha creato una piattaforma che permette loro di essere più connesse anche durante le pedalate.

Il confronto tra me con il mio abbigliamento e Naila (una influencer), con il suo.

Naila è sicuramente più popolare di me, ma servirà questo a Greyp per vendere più bici? Il pubblico a cui si rivolge Greyp con la G6 è lo stesso che segue Naila?

Le influencer alle prese coi test.

La linea

G6.3 – €6499

G6.2 €6999

G6.1 €7499

Greyp

Per la cronaca, il motore é il taiwanese MPF, robusta bestia con meccanica lubrificata ad olio: http://www.mpfdrive.com/
brutta, pesante, e caruccia
si vede che non hanno mai fatto mtb prima
L'unica cosa che mi piace di questa emtb è....Naila[emoji23][emoji23]

Sent from my SM-G930F using EMTB MAG mobile app
ne stavo discutendo prima con un amico: secondo me Naila ha 300.000 followers maschi che sono solo interessati ad 1 cosa

http://instagr.am/p/Buyr95fgCU9/
beh c'è una bella fetta di giovani maschi da "convertire" alla ebike... quindi l'influencer gnocca è una bella mossa!

"Le nuove generazioni sono connesse e Greyp ha creato una piattaforma che permette loro di essere più connesse anche durante le pedalate"
ma c'è realmente questo bisogno?

invece che diminuire di peso sembra che più passa il tempo più le ebike diventano pesanti
beh c'è una bella fetta di giovani maschi da "convertire" alla ebike... quindi l'influencer gnocca è una bella mossa!
tu pensi che chi sbava dietro alle foto di una su instagram sia giovane?
In ogni caso, io la bici sul suo account non la vedo...
Tralasciando i giudizi estetici che come sempre mi interessano molto poco se la bici va bene, anche perchè questa scopiazza, in brutto , il mio recente amore, non ancora sopito, Lapierre Overvolt carbon ...ritengo sto genere di bici iperaccessoriate di elettronica inutile degli oggetti per attempati signorelli facoltosi che poco han a che fare con la mtb classica e soprattutto con la buona guida del mezzo, ma che vogliono esibirsi nello sharing di tristi filmati a velocità bradipa da condividere sui social dopo aver sbavato abbondantemente sulla Naira di turno... :cool::blush::laughing:
Tralasciando i giudizi estetici che come sempre mi interessano molto poco se la bici va bene, anche perchè questa scopiazza, in brutto , il mio recente amore, non ancora sopito, Lapierre Overvolt carbon ...ritengo sto genere di bici iperaccessoriate di elettronica inutile degli oggetti per attempati signorelli facoltosi che poco han a che fare con la mtb classica e soprattutto con la buona guida del mezzo, ma che vogliono esibirsi nello sharing di tristi filmati a velocità bradipa da condividere sui social dopo aver sbavato abbondantemente sulla Naira di turno... :cool::blush::laughing:
Tipo quelli da “non sui miei sentieri”??? :joy::joy::joy:
Troppi ammennicoli elettronici appesi in giro che si possono rompere..... è una mtb che può anche cadere a meno che non la uso solo per andare a prendere il caffè e fare il "poser"!
Tipo quelli da “non sui miei sentieri”??? :joy::joy::joy:
Quelli, a quei tempi, erano grandi arrampicatori.......... :cool:;)
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