Test

Sui sentieri di Moab con la Specialized Turbo Levo FSR

Qualche settimana fa Specialized ci ha invitato a provare le sue bici elettriche… ehm, “a pedalata assistita” in uno dei pochi posti in cui sono vietate sui sentieri per MTB: Moab. Il nostro primo pensiero è stato “ma ci sono o ci fanno”?

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Abbiamo scoperto che le cose stavano diversamente, ed il marchio californiano aveva chiaramente fatto le proprie ricerche. Anche se Moab è nota tra i biker come la mecca dello “slickrock”, in verità è una destinazione ambita anche per il mondo motorizzato. In particolare, moto e fuoristrada amano esplorare questa zona, e sono le benvenute dalla comunità locale. Non stavamo andando a Moab per girare illegalmente su sentieri per MTB, ma per girare in regola su sentieri per veicoli fuoristrada motorizzati.

Prima di entrare nel merito dello sfruttamento del territorio, uso dei sentieri, ed altri argomenti caldi e controversi, vediamo di introdurre la Turbo Levo su cui abbiamo girato. Dopotutto, per capire perchè abbiamo pedalato questa bici è necessario capire bene di cosa si trattasse.

La bici

Specialized ha lanciato una nuova linea di MTB a pedalata assistita, diversa da qualunque altra mai vista finora. Innanzitutto mettiamo in chiaro che NON c’è acceleratore. Non è possibile andare semplicemente senza fatica. La batteria aggiunge potenza a quella dei muscoli. Le bici a pedalata assistita non raggiungono velocità massime superiori a quelle di bici normali.

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La nostra Turbo Levo FSR Comp 6Fattie di fronte ad uno sfondo veramente impressionante

Specialized ha costruito una linea di biciclette, sia front che full e con geometrie e caratteristiche molto moderne. Reggisella telescopici, gomme formato plus, trasmissioni 1×11 e sospensioni di qualità equipaggiano quasi tutta la gamma. Tutte le bici Levo hanno un motore proprietario personalizzato ed una batteria posizionata discretamente nel telaio della bici. È in basso per mantenere basso il baricentro e migliorare la guidabilità. Il motore agisce sul movimento centrale attraverso una frizione ed il biker può scegliere tra tre diversi livelli di potenza attraverso dei bottoni posizionati sul tubo obliquo e facili da raggiungere. È anche possibile selezionare queste diverse modalità tramite un comando al manubrio o con un dispositivo GPS come un Garmin.

Come immaginerete, ogni modalità con la rispettiva potenza in uscita influenza la durata della batteria. Si può pedalare più a lungo nella modalità “economy” usando meno aiuto assistenza, mentre in modalità “turbo” si chiede al motore la massima potenza a spese della durata della batteria. La modalità “trail” è la via di mezzo. C’è anche un’applicazione per smartphone, in cui il rider può personalizzare la potenza erogata dal motore nelle tre modalità, assieme a diverse altre variabili. Specialized è stata molto chiara nel voler evitare un voluminoso, distraente e fragile display, permettendo quindi al biker di concentrarsi sul sentiero. Cè invece un display che con 10 led mostra il livello di carica della batteria. Guardate tutti i dettagli nell’articolo di presentazione.

Punti chiave

• Sterzo: 67°
• Escursione posteriore: 130mm
• Escursione anteriore: 140mm
• Altezza movimento centrale: 342mm.
• Lunghezza foderi posteriori: 459mm.
• Gomme 6Fattie da 3″ su cerchi Roval da 38mm.
• Telaio in alluminio M5.

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Geometrie Levo FSR
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Un sacco di spazio anche con gomme da 3″.
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Trasmissione SRAM 11v, guarnitura personalizzata Praxis e corona in acciaio.

Batteria

• 504 / 460 wh (S-Works, Exp/Comp/Base).
• Removibile velocemente.
• Resistenza ad acqua e polvere IP 67.
• Si carica in 3.5 ore, sia sul telaio che smontata.
• ANT+ e Bluetooth.
• Paraurti.

Batteries laid out and ready for another day after a big recharge. Photo : Colin Belisle
Queste sono le batterie, pronte per essere usate dopo essere state ricaricate.

Motore

• Potenza 250W.
• Compatto e leggero: 3400g.
• Più silenzioso, con ingaggio più veloce e rilascio meno brusco.
• Potenza massima 530W / 90Nm.

Display

• 10 LEDs indicano la durata della batteria in tempo reale (1 = 10%).
• Tre modalità: Turbo, Trail ed Eco.
• Comunica con ANT+ per mostrare velocità, cadenza, potenza del rider e altro.
• Dispositivi LEV, come il Garmin Edge Touring, possono fare da display e controller.
• Comunicazione su canale “FAKE”.

App Mission Control / Dispositivi

App MISSION CONTROL

• Controllo della tecnologia Turbo

Caratteristiche:
– Regolazione delle caratteristiche del motore.
– L’algoritmo Smart Control permette di selezionare durata del giro, distanza o location: l’applicazione si occuperà di regolare da sola la potenza erogata dal motore.
– Sistema di diagnostica.
– Integrazione con Strava e navigazione Full Pro.
– Per iOS & Andriod

Dispositivi compatibili

• Applicazione Specialized Turbo Levo adesso disponibile per Garmin Edge 520 / 1000 / Explore 1000.
• L’applicazione Specialized può essere scaricata dallo store Garmin Connect IQ: apps.garmin.com.
• Dal Garmin Edge si possono visualizzare dati sulla Turbo Levo data e controllare i livelli di assistenza.
• Funziona anche col nuovo comando remoto per ebike, per controllare i livelli di assistenza senza staccare le mani dal manubrio.
• Disponibile come accessorio.

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Screenshot del nostro iPhone (a sx) e Garmin display sulla destra.

In sella

Viste le caratteristiche tecniche della Levo, vediamo come si è comportata sui sentieri. Scaricata l’applicazione sul nostro telefono e fatto un setup iniziale relativamente semplice, abbiamo fatto il giro del parcheggio per prendere confidenza con la bici. I cambi ed il trasferimento di potenza sono dolci, la bici si comporta come una bici normale, solo decisamente più pesante. Pesante come una bici da DH degli anni 90.

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Le vedute non erano male.

Ad ogni modo, abbiamo fatto il primo giro sul Sovereign trail. Il terreno era vario e ci ricordava per diversi motivi Sedona, con salite veloci e discese veloci. Molto tecnico. Abbiamo imparato in fretta che in salita, la Levo non si pedala esattamente come una bici convenzionale. La cosa migliore è restare composti e seduti. La bici non sopporta al meglio spinte violente con rapporti lunghi, ma d’altro canto, nemmeno le altre bici su terreni simili. Ci siamo presto accorti che molte sezioni dei sentieri non sarebbero state altrettanto divertenti su una bici tradizionali: ci saremmo stancati molto presto. Mettiamo le cose in chiaro: abbiamo sudato comunque, solo che abbiamo percorso più strada in meno tempo. Dopo tutto, non siamo dei mollicci che non sono in grado di sopportare un lungo giro in bici.

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Si può sempre perdere la tenuta con queste bici, ma non c’entra con la batteria nè col motore.

In discesa, la Levo se la cava più che bene. Curva e risponde bene, resta composta su fondi tecnici o poco compatti. Per via del peso, non salta troppo bene e le curve molto strette sono un po’ faticose a causa del fatto che il carro è circa 3 cm più lungo che sulla maggior parte delle MTB. Detto questo, è comunque molto più corto di quello di qualunque altra bici a pedalata assistita attualmente sul mercato. Dopo il primo giro, siamo tornati indietro nel mezzo di una tempesta di sabbia ma non è poi stata una tragedia, visto che avevamo a disposizione la potenza del motore.

Photo : Colin Belisle

Il secondo giro era in zona Slickrock. Il nostro tester non ci aveva mai girato prima, quindi si è trattata di un’esperienza nuova per diversi aspetti. Le onde sul terreno assomigliavano a quelle del Sovereign trail ma con meno ostacoli e più grip. Siamo riusciti a pedalare salite ripidissime con facilità aggiungendo continuità alla pedalata, soprattutto quando abbiamo cominciato ad adattarci alla bici e regolare di conseguenza il nostro stile.

Parlando di continuità, abbiamo notato che queste bici livellano un po’ il campo di gioco. Visto che tutti si andava in salita un po’ più veloce, non c’era mail il gruppone fermo ad aspettare il rider più lento o, al contrario, che sputa sangue per raggiungere quello forte. Sean Estes di Specialized ce l’ha spiegato dicendo che è “come poter fare il fast forward durante la pubblicità”.

Come dicevamo sopra, dopo il primo giorno ci siamo accorti che senza una bici come questa, non avremmo fatto lo stesso numero di salite, né saremmo andati altrettanto lontano. Però va detto anche che Moab è un posto unico, e che molti dei giri che facciamo in California sono fatti di una salita di un’ora circa ed una discesa di 10-20 minuti. Per giri come questi, noi non sceglieremo mai la Levo. Ma esistono biker che lo farebbero? Senza dubbio.

Sam Benedict from Specialized chases down a couple of motos on Amasa Back
Sam Benedict di Specialized all’attacco di due moto ad Amasa Back.

Il secondo giorno abbiamo girato sull’Amasa Back trail, ovviamente stando sui sentieri per mezzi motorizzati. All’inizio del giro abbiamo incontrato un gruppo di motociclisti che cercavano di superare un tratto parecchio tecnico. Alcuni dei più combattivi tra i rider Specialized l’hanno fatta senza problemi, impressionando i ragazzi in moto. Abbiamo proseguito il giro godendoci gli splendidi panorami, facendo un sacco di strada in poco tempo e imparando a conoscere le bici sempre meglio.

Dal punto di vista della funzionalità, Specialized ha colto nel segno. Questa bici migliora le bici a pedalata assistita. Col passare degli anni, quando il peso scenderà, diventeranno sempre più divertenti e magari potrebbero cominciare a diventare più appetibili anche ai puristi.

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Conclusioni

La domanda resta sempre la stessa: “Sono il futuro?”

Noi risponderemmo così: “Pensate veramente che le bici tradizionali siano il passato?”. La risposta ad entrambe le domande è ovviamente no. Queste bici stanno trovando il loro spazio dopo aver superato una pesante resistenza, ma non sostituiranno le mountainbike che la gente pedala. Il problema maggiore che dovranno gestire è spartirsi i sentieri, almeno negli Stati Uniti. Come le bici sono catalogate e come il terreno è diviso tra le diverse categorie è una questione spinosa ed ha già cominciato a creare una spaccatura.

Da qui arriviamo ad una domanda più adeguata. Per chi è la Lev?

Ad un ex appassionato con le ginocchia consumate? A qualcuno che si sta riprendendo da una malattia? Ad un fotografo o filmer con uno zaino da 15 kg? Certo, perché no? Questa bici non scava il terreno più di una normale, non fa rumore e non parte sgommando. Come dicevamo prima, non abbiamo raggiunto velocità più alte del solito e niente di questa bici ci ha mai fatto sentire fuori controllo. In verità diremmo piuttosto il contrario. Il suo peso e la sua capacità di andare più facilmente in salita sono caratteristiche che lascerebbero ad un novellino della mountainbike una sensazione più positiva e magari la voglia di provare di più. Sul lungo termine, non prendete le nostre impressioni come vangelo. Prendetene una in prova e pensate a tutte le nuove possibilità che apre. E mentre la provate, lasciate da parte il vostro ego e pensate chi potrebbe aiutare una bici come questa…

Prezzi

– S-WORKS TURBO LEVO FSR 6FATTIE: 8.990 Euro
– TURBO LEVO FSR EXPERT 6FATTIE: 6.490 Euro
– TURBO LEVO FSR COMP 6FATTIE: 4.490 Euro
– TURBO LEVO HT COMP 6FATTIE: 3.890 Euro
– TURBO LEVO HT 29”: 3.190  Euro

– TURBO LEVO HT COMP 6FATTIE DONNA: 3.890,00 Euro