[Test] Lapierre Overvolt AM 700i

Dal 1946 Lapierre costruisce biciclette, una società tramandata da padre in figlio, che negli ultimi anni ha legato il proprio nome a quello di Nicolas Vouilloz, il 10 volte campione del mondo di DH che attualmente, ritiratosi dalle gare, partecipa attivamente alla creazione e allo sviluppo delle bici ed emtb del marchio transalpino.

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Negli ultimi anni Lapierre ha creduto molto nella crescita del mercato delle bici a pedalata assistita, incrementando di anno in anno la propria gamma di emtb che attualmente spazia dalle front alle full da xc, a modelli da all mountain in alluminio e carbonio fino ai recenti modelli presentati con la batteria integrata.

Lapierre è uno dei pochi marchi che annovera nel proprio catalogo ben tre differenti motori, Bosch, Yamaha e anche l’ultimo arrivato Shimano.

Il marchio Lapierre è presente sul mercato italiano dal 2009 grazie al lavoro del team di R11, che ne cura la distribuzione e l’assistenza. Presso la sede di R11 a Finalborgo, ho potuto ritirare la Overvolt AM 700i oggetto del test e portarla sui miei trail di riferimento.

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In sintesi

Materiale telaio: Alluminio Supreme 5
Formato ruote: 27.5 × 2.8 Plus
Geometrie variabili: No
Corsa ant/post: 150/150 mm
Mozzo posteriore: 148×12 boost
Mozzo anteriore: 110×15 boost
Trasmissione: 1×11 (15t – 11/46)
Attacco Portaborraccia: Si
Motore e batteria: Bosch Performance CX / Powertube integrata 500Wh
Peso rilevato: 24.21kg taglia M, senza pedali, pneumatici con camere d’aria.

Analisi Statica

Il telaio è completamente in alluminio denominato Supreme 5 Alloy da Lapierre, l’unità Bosch è fissata al triangolo principale in posizione leggermente ruotata verso l’alto, in modo da migliorare la luce a terra e avere una gradevole linea di continuità con il tubo obliquo che contiene al suo interno la nuova batteria integrata Powertube. Questa soluzione permette di alloggiare in posizione classica anche il portaborraccia tanto amato da alcuni rider. Grazie alla tecnologia denominata Dual wheel system si può variare la lunghezza del fodero posteriore per alloggiare la ruota da 27.5 o 27.5+.

La bici in questo allestimento si presenta in una livrea sobria e gradevole con una colorazione di base in grigio metallizzato opaco con scritte grigio scuro a contrasto anch’esse opache, mentre la parte bassa del telaio e la protezione in plastica di motore e batteria sono nere.  A caratterizzare questo allestimento ci sono delle linee arancio brillante che vivacizzano l’insieme e che vengono riprese anche dalle grafiche sui cerchi. La sospensioni sono entrambe nere con grafiche stealth. Nell’insieme il contrasto è piacevole e filante senza dare troppo nell’occhio.

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Il passaggio cavi è interno al triangolo principale e parzialmente esterno sui foderi posteriori, una soluzione pratica ma non particolarmente elegante, con alcune fascette a vista e guaine per lunghi tratti scoperte. Una grande attenzione è stata messa nello sviluppo di protezioni per le parti più esposte di motore e telaio; partendo dalla batteria, questa è protetta da un guscio in plastica rigida che si raccorda perfettamente con la protezione che ricopre la parte bassa del motore, mentre entrambi i foderi bassi sono riparati dallo sfregamento dei talloni con un involucro in gomma che nello specifico del fodero destro ha anche la funzione di batticatena.

In prossimità della coroncina si nota una placca lavorata dal pieno a CNC, con la funzione di antirisucchio,  molto utile specialmente nelle giornate fangose. A completare la dotazione un inedito un guscio protettivo per il sensore di pedalata e un magnete antirotazione montato sul raggio.

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I tecnini transalpini si sono rivolti a Rock Shox per la scelta delle sospensioni. A far lavorare la sospensione posteriore troviamo un Deluxe RT metrico 210×50 che sviluppa 150 mm di corsa alla ruota. Lo schema della sospensione è denominato OST+, in pratica un classico ed efficace parallelogramma con giunto Horst che risulta essere piacevolmente morbido e composto nell’assorbire le asperità del terreno, di contro non particolarmente reattivo nei rilanci. L’ammortizzatore è dotato di un blocco in compressione molto efficace che annulla ogni oscillazione causata dalla pedalata.

All’anteriore troviamo una Pike RC da 150mm, anche questa con la possibilità di essere bloccata in compressione. Una forcella molto efficace in tutte le situazioni, se ben tarata lavora egregiamente in simbiosi con la sospensione posteriore, copiando il terreno anche in condizioni gravose, risultando sempre scorrevole e poco affaticante. Consiglio di non impostare un SAG abbondante,  la forcella perderebbe di sostegno e di precisione, e di non frenare troppo il rebound, per non rendere la forcella troppo pigra nei cambi di direzione e sugli stacchi.

Il reggisella telescopico è marchiato Lapierre, ha un travel di 125mm e si comanda dal manubrio con una pratica leva posizionata sotto alla manopola sinistra. La sella prodotta da Velo è personalizzata con richiami cromatici per abbinarsi al telaio.

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La trasmissione è un mix di prodotti provenienti da cataloghi di diversi produttori, troviamo un cambio e relativo comando SRAM GX a 11 velocità,  con azionamento singolo, una cassetta Sunrace MS8 con range 11/46 e a completare il gruppo, delle pedivelle Race Face Aeffect da 170 mm. La spaziatura della cassetta permette di trovare sempre il rapporto giusto per ogni situazione di pedalata e il cambio risulta sempre preciso e puntuale nella cambiata.

Certo bisogna abituarsi al funzionamento a cambiata singola, non così immediato se si vogliono scalare più rapporti contemporaneamente prima di una salita improvvisa, ma ci eviterà pericolose deragliate multiple sotto sforzo, che con la potenza espressa dal motore potrebbero spezzare la catena.

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Le ruote sono marchiate Lapierre eAM, sono state prodotte specificatamente per l’utilizzo ebike e sono composte da mozzi Boost, accoppiati a cerchi 27.5 con canale interno da 35mm. Sono risultate robuste e scorrevoli arrivando a fine test senza la necessità di essere registrate nonostante avessero subito un paio di urti che hanno portato alla pizzicatura della camera d’aria in un paio di occasioni. Entrambe le ruote sono fissate con perni passanti con testa a brugola, quindi assicuratevi di avere sempre con voi un buon multitool per poterli svitare e togliere le ruote in caso di necessità.

Anche i freni sono specifici per utilizzo ebike, gli SRAM Guide RE hanno pinze e pastiglie  Code nate per il DH. La distanza della leva dal manubrio può essere regolata agendo manualmente sul piccolo registro posto all’esterno della leva stessa. La potenza risulta adeguata, ben modulabile e mai eccessiva. Entrambi i dischi sono dei Centerline da 200mm.

Da Maxxis arrivano le gomme: una ormai classica Rekon+ da 2.8″ al posteriore, in mescola 3C maxx terra, che fa della scorrevolezza la sua arma migliore. Purtroppo in condizioni di fango si notano immediatamente i limiti della tassellatura bassa e ravvicinata. Anteriormente è stato montato un High Roller II da 2.8″, anche questa in mescola 3C maxx terra, che eccelle per grip in frenata e tenuta laterale in piega, decisamente una delle mie gomme preferite.

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Il ponte di comando è composto da prodotti marchiati Lapierre, attacco manubrio da 45mm, manubrio da 760mm e manopole con un particolare disegno che le rende molto confortevoli. Al centro del manubrio è posizionato il display Intuvia, protetto da un guscio in silicone (non in foto).

Il manubrio è piacevolmente ordinato con tutti i comandi al loro posto facilmemte raggiugibili, in più rimane molto spazio per posizionare a nostro piacimento ulteriori accessori.

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Questo telaio è stato sviluppato per ospitare il PowerTube di Bosch da 500Wh e il motore Performace CX. La nuova batteria si alloggia saldamente all’interno del tubo obliquo, per asportarla basta agire sul pulsante posto sulla testa del perno e poi tirare per estrarlo, a questo punto la batteria si separerà dal telaio. Non è comunque necessario rimuoverla per la carica, in quanto nella parte bassa del motore è situata una presa per collegare il caricabatterie fornito in dotazione.

Il motore è il Performance CX e arriva già aggiornato alla modalità EMTB. Risulta sempre uno dei più performanti per uso sportivo, e dà il meglio di se tra le 70 e le 110 pedalate al minuto, con una coppia sostenuta disponibile già a regimi medi di pedalata, con la possibilità di scegliere tra 4 modalità di assistenza in base alle nostre esigenze.

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Geometrie e prezzo

Possiamo scegliere la Overvolt AMi in ben quattro misure che possono soddisfare rider  alti da 150 cm a oltre 184cm. Il telaio ha quote moderatamente moderne, con angoli non estremi, geometrie maggiormente rivolte al comfort in pedalata piuttosto che alla prestazione discesistica pura. La lunghezza del carro può variare in funzione della tipologia di ruota utilizzata, ma risulta comunque non particolarmente corta. Con la ruota da 27.5+ rimane una buona luce a terra che ci agevolerà anche nei passaggi tecnici. Avrei preferito un angolo sella un po’ più verticale per avere una posizione in pedalata leggermente più avanzata.

La gamma Overvolt AM con motore Bosch e batteria integrata è composta da ben quattro allestimenti, con identico telaio, motore e batteria che differenziano soltanto per i componenti montati:

OVERVOLT AM 900I   5999€

OVERVOLT AM 700I   5499€ oggetto del test

OVERVOLT AM 600I   4999€

OVERVOLT AM 500I   4399€

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In azione

Salito in sella alla AM 700I ho trovato subito una posizione ottimale ai comandi presenti sul manubrio, il che mi ha agevolato ad abituarmi alla nuova bici. La posizione di pedalata risulta comoda e leggermente protesa in avanti, particolarmente efficace nei trasferimenti a pedalata costante. Le sospensioni, se ben settate, lavorano con una sincronia impeccabile rendendo la bici uno schiacciasassi inarrestabile, che non si scompone mai, neanche durante le sezioni più impegnative. Nei saliscendi più concitati e nei trail più tortuosi non brilla per reattività e maneggevolezza, ma se lasciata correre anticipando le traiettorie non delude affatto.

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Salita

La sospensione posteriore particolarmente attiva aiuta a mantenere un grip ottimale sui terreni più impegnativi, ma per affrontare le rampe più ripide bisogna compensare con il  corpo per evitare che la sospensione si comprima troppo spostando il nostro baricentro verso la ruota posteriore, facendoci perdere direzionalità ed equilibrio. Basterà mantenere una pedalata composta per affrontare salite scorrevoli stando seduti in sella, le sospensioni le bloccheremo solo su fondi compatti per evitare ondeggiamenti causati dalla pedalata.

La modalità emtb approntata da Bosch abbinata a una cassetta a 11v con un range di rapporti molto ampio ci permetterà di mantenere il motore nella finestra di cadenza ottimale di utilizzo, sfuttando a pieno le potenzialità di questo sistema.

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Discesa

La Lapierre è da riternersi una bici che predilige percorsi veloci con curve ampie in appoggio, in questo frangente emergono le doti di stabilità del telaio che lavora in perfetta simbiosi con ruote, gomme e sospensiono. Qualcuno la potrebbe definire un overcraft, spesso si ha la sensazione di correre su un cuscino d’aria ingoiando letteralmente ogni asperità. Su questo tipo di percorsi è meglio scegliere una linea, e mantenerla, passando sopra ogni cosa, piuttosto che dribblare gli ostacoli per cercare traiettorie più pulite.

Vuoi per il carro lungo e per un avantreno non particolarmente granitico, la AM 700i pecca leggermente in rapidità in ingresso di curva, niente di drammatico, ma nei trail più tortuosi ci costringerà a lavorare maggiormente, anticipando le traiettorie per ottenere un comportamento più dinamico.

Una bici che perdona molto, anche gli atterraggi non perfetti, affrontare salti di media entità non è affatto problematico, le sospensioni sono adeguatamente progressive e incassano senza scomporsi qualunque impatto.

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Autonomia

Il motore Bosch abbinato alla batteria powertube da 500Wh non mi ha deluso, ho completato giri impegnativi con oltre 1500 mt d+, in linea con altre bici Bosch e batteria classica da 500Wh. Utilizzando molto la modalità ECO, l’autonomia potrebbe crescere, ma ci vuole una gamba allenata per spingere una bici di oltre 24kg.

Se decidete di acquistare una seconda batteria da portare con voi, procuratevi anche uno zaino piuttosto lungo e dotato di paraschiena che la possa contenere e trasportare in sicurezza.

ATTENZIONE: La batteria non è protetta da una serratura, un malintenzionato potrebbe sfilarla in pochi secondi.

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Problemi riscontrati durante il test

Solo un paio di pizzicature, consiglio di rendere tubeless le gomme e non utilizzare pressioni particolarmente basse se non in abbinamento a sistemi di protezione del cerchio.

Dopo un centinaio di km ho notato che un perno dell’ammortizzatore si era leggermente allentato, ma non avevo controllato il giusto serraggio prima di utilizzarla.

Conclusioni

Una bici consigliata a rider con attitudini sportive, ma che non debbano per forza confrontarsi con un cronometro ogni domenica. Se guidata sempre al limite su trail con molti rilanci e terreni impegnativi potrebbe risultare stancante per i meno allenati. Un rider occasionale la apprezzerà per le doti di comfort e stabilità, che la rendono comoda e rassicurante nella guida, senza mettere mai in difficoltà. La Overvolt AMi è un prodotto con soluzioni inedite e ricercate, con un’estetica gradevole e alla moda, adatta ad un ampia platea di utilizzatori, in pratica un SUV a due ruote con i pedali.

Il prezzo è da ritenersi adeguato al montaggio proposto, con componenti di qualità, semplici e funzionali.

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Lapierre

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13 risposte a [Test] Lapierre Overvolt AM 700i

  1. Bartbike 05/05/2018 at 19:21 #

    Come al solito test completo ed esauriente
    La bici l ho vista dal vivo e non mi dice molto.
    Una far tante, e a mio avviso, anche salata.

  2. CORSARO 06/05/2018 at 20:32 #

    la mostrerra quando la provi?

  3. ducams4r 06/05/2018 at 23:23 #

    la mostrerra quando la provi?

    La sto usando, oggi ho fatto un bel giretto e ho finito la batteria a 50mt da casa:sweat:

  4. e-runza70 07/05/2018 at 09:49 #

    Ottimo test grazie. Peccato che la batteria non abbia serratura un passo indietro.

  5. alexnotari65 07/05/2018 at 10:41 #

    A me intrigano abbastanza le Lapierre, ma seri stato più curioso di sapere come va la 29", visto che non sono tante in ambito EMTB.

  6. Auanagana 07/05/2018 at 10:52 #

    A me intrigano abbastanza le Lapierre, ma seri stato più curioso di sapere come va la 29", visto che non sono tante in ambito EMTB.

    La 29 però non monta il Bosch..è la versione Shimano..

    • Andyrace 14/05/2018 at 23:30 #

      Esiste Lapierre 2018 29er con Bosch CX e powertube (integrata) ma in versione XC (120mm). Esempio la overvolt XC500i

  7. alexnotari65 07/05/2018 at 12:46 #

    La 29 però non monta il Bosch..è la versione Shimano..

    Ah, non lo ricordavo!

  8. raex 09/05/2018 at 20:19 #

    sarà probabilmente il commento più stupido del mondo , ma a me le Lapierre fanno antipatia!

  9. ducams4r 09/05/2018 at 23:35 #

    sarà probabilmente il commento più stupido del mondo , ma a me le Lapierre fanno antipatia!

  10. e-mikia 11/05/2018 at 20:39 #

    si si. A me piace … non è la solita lapierre (o banale o da buttare – come estetica)

  11. Lucchio.54 06/07/2018 at 08:21 #

    Bravo ancora Duca, come sempre molto chiaro e preciso . Gran belle esperienze provare tante e-mtb così diverse ma in qualche modo anche molto simili.

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