Test

[Test] Moustache Samedi 27 SX 9

Moustache, “produttore di e-bike francese”, così si presentano sulla loro pagina web, è un marchio giovane che è cresciuto molto in questi otto anni della loro storia. La gamma dei loro prodotti spazia dalle bici da strada alle mtb, hanno addirittura due tandem e alcuni modelli specifici per l’utenza femminile, tutti rigorosamente a pedalata assistita. A completamento della gamma ci sono anche le bici per bambini senza pedali, e senza motore.

Molto originale la nomenclatura scelta per i vari modelli che sono identificati con i giorni della settimana, rigorosamente in francese!

Durante il periodo di test ho avuto modo di provare due modelli agli antipodi della gamma e-MTB, in modo da avere un confronto diretto tra due bici molto distanti come allestimento e destinazione d’uso, ma che condividevano stesso motore e quote telaio. La Samedi 27 Trail 4 dotata di 140mm di escursione su entrambe le ruote, telaio in alluminio e montaggio basico ma completo si è rivelata una inarrestabile scalatrice, e una discreta discesista rimanendo nell’ambito di utilizzo per cui è stata pensata, adatta ad un pubblico attento al portafoglio che cerca una bici solida ed elegante per avvicinarsi a questo sport con un mezzo facile e confortevole.

Ma ora veniamo alla protagonista del test, la Samedi 27 SX 9 che ci è stata fornita da 4Guimp che ne cura la distribuzione e l’assistenza in Italia. Un rigraziamento doveroso anche a Matteo “Bubba” di Hot Bikes di Pietra Ligure per aver sistemato un inconveniente meccanico occorso durante il test.

In Sintesi

Materiale telaio: Carbonio T700 Toray – carro posteriore in alluminio idroformato a spessore variabile
Formato ruote: 27.5″ × 2.80″
Geometrie variabili: No
Corsa ant/post: 170/160
Sistema sospensione: Quadrilatero con giunto Horst
Mozzo posteriore: 148×12 boost
Mozzo anteriore: 110×15 boost
Trasmissione: 1×11(14t – 11/50)
Attacco Portaborraccia: Si, sotto al tubo orizzontale
Motore e batteria: Bosch Performance CX – batteria 500 Wh semintegrata
Peso rilevato senza pedali: taglia M, 23.42 kg con pneumatici tubeless + lattice.

Analisi Statica

La Samedì 27 SX 9 identifica il modello con la maggior vocazione discesistica di tutta la gamma Moustache, con un unico allestimento che coniuga la leggerezza di un telaio in carbonio alla robustezza e affidabilità di componenti studiati per le discipline gravity.

La bici è disponibile in colorazione unica magenta/nero con finitura lucida, un abbinamento originale, fuori dal comune. Tutti i componenti del montaggio, quali forcella, ammortizzatore e cerchi sono neri con grafiche a contrasto magenta come il telaio, l’unica nota stonata è il bordo posteriore rosso della sella che non si abbina con il resto della colorazione.

Il triangolo principale è caratterizzato da linee tese e grafiche sobrie, e nonostate il progetto abbia ormai tre anni sulle spalle, esprime un design unico, integrando perfettamente all’interno del tubo obliquo la batteria PowerPack 500 nata per il montaggio esterno, che rimane celata sotto una copertura estetica in plastica.

Il passaggio cavi non mi ha convinto totalmente, in pratica passano all’interno del tubo orizzontale per poi proseguire esternamente dietro il tubo sella e lungo i foderi bassi, una soluzione sicuramente pratica ma decisamente poco elegante. A proteggere il motore dagli urti con sassi o con il terreno è presente una bel guscio in plastica che avvolge e lo ripara adeguatamente, anche il fodero basso destro è ricoperto da una protezione adesiva gommosa che lo ripara dallo sfregamento della catena.

Molto ben profilato ed indubbiamente utile il piccolo parafango a protezione dell’ammotizzatore posteriore. Particolare la scelta di posizionare gli attacchi del portaborraccia sotto al tubo orizzontale, una posizione inusuale ma che risulta piuttosto facile da raggiugere a patto di montare un portaborraccia con estrazione laterale. Sul lato sinistro in prossimità dell’ammortizzatore troviamo un indicatore che ci permetterà di regolare il SAG correttamente senza effettuare misurazioni.

Lo schema di sospensione è un diffusissimo quadrilatero con giunto Horst, comandato da un ammortizzatore Fox Float Performance DPX2 standard legacy 200 x 57 mm, il quale presenta una leva in tre posizioni (aperto, pedalata, chiuso) e una regolazione fine della compressione tramite una brugula da 3 mm. La sospensione risulta sempre molto morbida e capace di assorbire qualunque asperità che ci troveremo davanti, tendenzialmente poco reattiva e sempre ben aderente al terreno in ogni occasione, risulta piuttosto sostenuta in prossimità del fine corsa anche utilizzando SAG intorno al 30%.

La forcella è una Fox 36 Float Performance da 170 mm con cartuccia idraulica FIT GRIP dotata di una regolazione esterna per il controllo dell’affondamento su 3 posizioni, ed una taratura specifica per e-bike. Una sospensione granitica che fa della rigidità torsionale una delle sue doti principali, che però non mi ha soddisfatto appieno. L’ho trovata carente di sostegno nella prima fase di affondamento e troppo progressiva a fine corsa anche togliendo i due token presenti in origine. Di fatto una forcella studiata per assorbire grossi impatti o supportare rider molto pesanti, ma piuttosto faticosa e poco appagante per rider leggeri o poco preparati fisicamente che prediligono terreni non troppo impegnativi.

Il reggisella è marchiato Moustache, con corsa 120mm per la taglia M. Ha un funzionamento molto fluido ed è dotato di un comando al manubrio con una buona ergonomia, purtroppo dopo poche giornate di riding ha perso olio ed ha smesso di funzionare, è stato sostituito con un altro uguale ma con corsa 100mm che mi ha permesso di concludere il test. Il passaggio cavo del reggisella in prossimità del motore potrebbe essere più curato. La sella con grafica stampata Moustache ha uno scafo arrotondato che non mi ha dato problemi anche se non la ritengo una delle più comode.

Molto azzeccata la scelta dei componenti della trasmissione, un mix ben studiato per esaltare le doti dinamiche del motore Bosch CX. Partiamo da una classica accoppiata Shimano per cambio e comando, rispettivamente XT e SLX a 11v, sicuri e affidabili che non ho mai dovuto regolare durante il test, abbinati ad una cassetta Sunrace 11-50 coadiuvata da una corona anteriore di soli 14 denti per avere rapporti estreammente agili che si sono rivelati molto utili nelle salite più ripide e anche per risparmiare batteria. È presente anche un guidacatena con funzione antirisucchio esclusivo Moustache, molto utile specialmente in presenza di fango.

Ottima scelta i freni Formula Cura 4 abbinati a dischi da 203mm, che mi hanno impressionato per potenza e immediatezza di intervento, la corsa a vuoto della leva è praticamente nulla, basta fiorare le leve per sentire la bici rallentare, e se si aumenta leggermente la forza la bici si arresterà in pochi metri. Le prime uscite sono state un po’ traumatiche, specialmente nei passaggi tecnici dove è molto utilile un freno modulabile per approciare in sicurezza un ostacolo, ma fatta l’abitudine a questo aspetto si apprezzerà molto la potenza assoluta che ci permetterà staccate all’ultimo metro, diminuendo il tempo di percorrenza con i freni azionati. Durante il test hanno mantenuto costanti le prestazioni, sono risultati rumorosi solo in condizioni di bagnato a freno freddo.

Sulla SX 9 troviamo ruote assemblate con mozzi generici e cerchi in lega 6061 asimmetrici con giuntura saldata di produzione Moustache. Hanno una larghezza interna di 35mm perfetta per ospitare le voluminose gomme Maxxis da 2.8″ montate di serie. I cerchi hanno passato indenni il test senza subire bozzature o scalfiture di rilievo, mantenendo la corretta centratura. Il perno passante della ruota anteriore prevede un serraggio con leva integrata, mentre al posteriore abbiamo un perno senza leva che necessita di una chiave a brugola per essere serrato.

La gommatura Maxxis, nello specifico Minion DHF all’anteriore e Minion DHR al posteriore, entrambe EXO tubeless ready, si sono rivelate adeguate al mezzo, il consiglio è di fare varie prove modificando progressivamente la pressione di gonfiaggio per ottenere il giusto grip senza rischiare stallonature o effetto deriva indesiderato.

Tutto marchiato Moustache il cockpit, troviamo un manubrio in lega di alluminio 6061 largo 780mm con rise 15mm, abbinato ad un attacco da 45mm. Con queste quote si ottiene una posizione comoda e ben centrata sulla bici che ci offre un gran controllo a discapito di un poco di rapidità nei cambi di direzione. Sul lato sinistro troveremo il minimale display Purion e il comando remoto per azionare il reggisella telescopico, sulla destra il comando cambio SLX. Le manopole presentano un grip a lamelle, che le rendono morbide e piacevoli da impugnare, e sono bloccate al manubrio tramite un collare singolo.

Il sistema motore è il super collaudato Bosch Performarce CX con batteria Power Pack da 500Wh. Di questo motore si è già detto tutto e a 4 anni dalla presentazione risulta ancora una scelta molto valida per le emtb a uso sportivo. Come consueto abbiamo a disposizione cinque livelli di assistenza compresa la modalità OFF:

  • OFF – Sistema acceso ma nessuna assistenza fornita dal motore
  • ECO – Assistenza minima per risparmiare batteria e massimizzare l’autonomia.
  • TOUR – Assistenza buona adatta a qualunque ambito di utilizzo
  • EMTB – Assistenza adattiva variabile automaticamente tra Tour e Turbo, è l’ideale per un utilizzo sportivo della ebike e in tutte quelle situazioni dove necessitiamo di massima spinta e massimo controllo
  • TURBO – Assistenza massima, ci permette di arrivare velocemente alla soglia dei 25kmh imposti dal C.d.S., risultando molto pronta alle accelerazioni ma scorbutica da gestire. In questa modalità le percorrenze kilometriche calano visibilmente.

Abbiamo anche la funzione camminata assistita (Walk Assist) che si attiva premendo il tasto dedicato sul display Purion e poi tenendo premuto il tasto (+), ci permette di far avanzare la bici autonomamente senza l’ausilio dei pedali fino alla velocità di alcuni kmh.

La particolarità sulla gamma Moustache è l’aver integrato magistralmente la batteria all’interno del tubo obliquo e di aver dotato il motore di una corona da 14 denti. È possibile caricare la batteria lasciandola montata all’interno del telaio tramite una presa protetta da un tappo in gomma presente sul lato destro del tubo obliquo. Per estrarre il PowerPack dovremo togliere la copertura estetica in plastica e poi agire con la chiave sulla serratura.

Il sensore di velocità è visibile all’interno del fodero basso sinistro in posizione classica con magnete ancorato ad un raggio, questa soluzione è stata abbandonata nei progetti più recenti, attualmente si preferisce nascodere il sensore in prossimità del forcellino e fissare il magnete al mozzo sfruttando il serraggio del disco, in questo modo sarà più protetto e praticamente invisibile. Per caricare la batteria viene fornito un caricabatterie Bosch standard da 4 A.

Geometrie e Prezzo

Le geometrie di questa SX 9 si possono ritenere moderne ma non estreme. Dall’analisi della taglia M abbiamo un piantone di 44 cm adeguato per persone alte da 168cm a oltre 180cm, con un Reach di 432mm ben compensato dall’attacco manubrio da 45mm. L’angolo sella ci porta ad avere una posizione seduta leggermente arretrata e l’angolo sterzo di 66° compensa parzialmente la carenza di maneggevolezza dovuta alla gomma anteriore 2.8″. Abbastanza alto il movimento centrale che ci permette di avere una maggiore luce da terra per evitare di colpire il terreno con le pedivelle. Queste geometrie la rendono facile da utilizzare ad una vasta platea di utilizzatori.

La SX9 è disponibile in un unico allestimento ad un prezzo al pubblico di 6599 €.

In azione

La prima cosa che ho notato una volta in sella è stata la comodità della posizione di guida, quella sensazione di avere una bici fatta su misura per te, sufficientemente inclinata verso il manubrio senza però risultare stancante. Le prime uscite di adattamento sono state necessarie per prendere confidenza con la reattività dei freni e per trovare una taratura della forcella adatta alle mie esigenze, che però ho ottenuto solo parzialmente.

Fin dalle prime curve ho appezzato la rigidità del carro posteriore che segue esattamente le linee impostate, e che assorbe ogni ostacolo senza la minima sbavatura. Per ultimo tengo a sottolineare che è sempre piacevole avere un manubrio pulito e ordinato con tutti i comandi a portata di dito, e senza inutili e ingombranti display centrali soggetti a possibili rotture.

Salita

Chi acquista una bici di questa categoria di certo mette questo aspetto in secondo piano, di fatto una bici con 160 mm di escursione posteriore e 170 all’anteriore non sarà una brillante scalatrice, ma l’ottimo lavoro svolto dai progettisti Moustache hanno reso la SX9 un mezzo adatto anche alle lunghe uscite con molta salita. Nelle situazioni più estreme se l’è cavata dignitosamente grazie ad un carro posteriore piuttosto lungo che ci darà una mano a mantenere la trazione, ma solo con una posizione in sella molto abbassata sul manubrio si riuscirà ad evitare il sollevarsi della ruota anteriore e a mantenere la giusta direzionalità.

Discesa

La SX 9 esprime il meglio in questo ambito, specialmente nelle discese veloci e scassate risulta stabile e precisa a percorrere le linee impostate grazie alle gomme da 2.8″ che filtrano molto il terreno e alle sospensioni che smorzano al meglio gli ostacoli di media entità. Sui trail più tortuosi si percepisce un anteriore molto presente e affidabile in appoggio, ma non proprio fulmineo nei rapidi cambi di direzione, e non molto preciso in inserimento di curva.

Il carro lungo ci condizionerà negli ingressi delle curve più lente ma ci darà un grande sostegno in uscita dalle curve veloci. La sospensione posteriore è una vera schiacciasassi, morbida e progressiva sembra non finire mai, assorbe qualunque cosa passi sotto alla ruota. Tutti gli aspetti precedentemente elencati non la rendono una bici particolarmente “salterina”, ma comunque saprà incassare bene qualunque atterraggio senza scomporsi.

Autonomia

Il sistema Bosch risulta ancora uno dei più flessibili grazie alle quattro assistenze ben spaziate tra cui la modalità adattiva emtb. Il consumo della batteria è omogeneo, va prestata attenzione solo all’ultima tacca che dura leggermente meno delle altre. Sono riuscito a concludere giri da oltre 1500 mt d+ con un utilizzo di assistenze mediamente elevate.

Problemi riscontrati durante il test

Il reggisella Moustache ha perso olio ed è stato necessario sostituirlo.

Conclusioni

Un progetto che alla presentazione ha stupito per il design del telaio e l’integrazione della batteria, con linee pulite e piacevoli che rimarranno attuali ancora per molto tempo.

Tirando le somme, la Moustache Samedì 27 SX9 fa dei compromessi il suo punto di forza: lunga escursione ma geometrie moderate, fisica in determinate situazioni ma anche molto confortevole in altre, un anteriore da domare ma anche tanta trazione. La definizione più appropriata è di una bici tuttofare dall’ampio spettro di utilizzo, adatta a rider principianti che ne apprezzeranno la confidenza immediata, stabilità e il grip offerto, ma anche a rider più evoluti e preparati che sapranno spingerla al limite sfruttando la rigidità del telaio e della forcella, magari adottando coperture da 2.6″ con carcassa più rigida e un tuning personalizzato delle sospensioni per rendere la bici più rapida ed efficace.

Moustache bikes

4Guimp

Plauso per l’ottima prova esaustiva
Ottima recensione Duca, complimenti!
Eh, si, il reggisella Moustache è veramente una ciofeca, conviene mettere subito in conto di sostituirlo, già prima di uscire dal negozio!!!
Esteticamente in effetti è ancora attuale, tanto avanti era quando l'hanno presentata, sono curioso di vedere come saranno i nuovi modelli 2020, ma non rimarrei sorpreso se decidessero di mantenere la batteria da 500 powerpack, se non altro per risparmiare quegli 800 gr che ci ballano da una pari Wh powertube!!
Ottimo, come hai giustamente sottolineato, il guidacatena, ho fatto giri con parecchio fango (con una Race 9) ma nessun risucchio, proprio ben fatto.
Ottima recensione Duca, complimenti!
Eh, si, il reggisella Moustache è veramente una ciofeca, conviene mettere subito in conto di sostituirlo, già prima di uscire dal negozio!!!
Esteticamente in effetti è ancora attuale, tanto avanti era quando l'hanno presentata, sono curioso di vedere come saranno i nuovi modelli 2020, ma non rimarrei sorpreso se decidessero di mantenere la batteria da 500 powerpack, se non altro per risparmiare quegli 800 gr che ci ballano da una pari Wh powertube!!
Ottimo, come hai giustamente sottolineato, il guidacatena, ho fatto giri con parecchio fango (con una Race 9) ma nessun risucchio, proprio ben fatto.
La bici è bellissima e più bella di tante uscite da poco...se lasciano così la struttura telaio -batteria esterna ( comoda e leggera) e aggiungono solo il Bosch nuovo, accorciando un pelino il carro secondo me fanno centro...leggera e performante.
Per le caratteristiche di guida in generale mi ritrovo in tutto quello scritto da DUCA, anche se io posseggo il telaio in alluminio. Per le sensazioni derivanti dalla forcella anteriore non posso parlare perchè io ho un altro modello, attualmente con corsa inferiore a quella della SX ma conseguendo le stesse geometrie.

Sul routing cavi non sono tanto d'accordo perchè in giro su altri marchi vedo dei gran fascioni di tubazioni avvolti nella spiralina in plastica. Qui invece sono stati realizzate guide ad hoc con punti di ancoraggi predisposti.

Per il reggisella io, mai avuto problemi, ora dopo duemila km sono arrivati gli inevitabili giochi riconducibili a un prodotto di fascia economica, ma del tutto uguali a quelli del RS REVERB che avevo pagato all'epoca 330 euro......

Per il fututo spero anche io in una soluzione ibrida votata alla ricerca dell'equilbrio delle masse, cioè nuovo motore in accoppiata con batteria esterna (500 W).

DUCA non so sei hai inserito il filmato della sospensione in compressione per avvollorare la tesi che attualmente su questi modelli un ammortizzatore a molla non può essere alloggiato perchè andrebbe in interferenza con il telaio.

Comunque il filmato è alquanto esplicativo.
Eh, si, il reggisella Moustache è veramente una ciofeca,
Quello montato di serie da 120mm ha perso olio e ha smesso di funzionare. Il sostitutivo da 100mm, non mi ha dato problemi e l'ho utilizzato fino a fine test.
La bici è bellissima e più bella di tante uscite da poco...se lasciano così la struttura telaio -batteria esterna ( comoda e leggera) e aggiungono solo il Bosch nuovo, accorciando un pelino il carro secondo me fanno centro...leggera e performante.
Speriamo che cambino anche il passaggio cavi e il posizionamento del sensore che necessitano di un'attualizzazione.:)
Quello montato di serie da 120mm ha perso olio e ha smesso di funzionare. Il sostitutivo da 100mm, non mi ha dato problemi e l'ho utilizzato fino a fine test.
Sai che a me il rivenditore ha detto che li cambiava di default ancora prima che uscisse la bici dal negozio?!
Anche quella che ho usato io per due mesi aveva grossi problemi, si bloccava giù e non tornava, probabilmente era anche il passaggio cavo che non andava bene.
Ottima recensione,complimenti ;da un mese ho la race 6 con telaio in alluminio,è la mia prima e-bike che ho deciso di regalarmi per il mio 50°.
Mi ha stupito in senso positivo la sicurezza nelle discese,anche scassate e ovviamente il divertimento in salita dove devo riparametrare tutto.
Freni Formula Cura : non mi piacciono per niente,sono già stati spurgati una volta (la leva andava a fondo corsa ) e sostituite le pastiglie anteriori che si sono vetrificate,non ho capito come ho fatto ??? ( sono semimetalliche);credo di sapere andare in bici ,o forse no :) ,ma una cosa così non mi è mai capitata.
T