[Test] Pivot Shuttle

Pivot è un marchio americano fondato da Chris Cocalis nel 2007, ha sede in Arizona e ha svelato al pubblico la sua prima Ebike durante Eurobike 2017: la Shuttle.

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Grazie alla disponibilità di Pivot Cycles, del distributore per l’Italia Andrea Bruno di Tribe Distribution e di Oddone Bici di Finale Ligure, siamo riusciti ad averla a nostra disposizione per circa un mese, facendogli percorrere circa 400km su e giù per i trail dei comprensori Savonesi di Finale Ligure, Giustenice, Pietra Ligure e Loano.

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In sintesi

Materiale telaio: Carbonio
Formato ruote: 27.5 × 2.8 Plus
Geometrie variabili: No
Corsa ant/post: 150/140 mm
Mozzo posteriore: 157×12 super boost
Mozzo anteriore: 110×15 boost
Trasmissione: 1×11 (34t – 11/46)
Attacco Portaborraccia: No
Motore e batteria: Shimano Steps E8000/ standard integrata 504Wh
Peso rilevato: 20.52kg taglia M, senza pedali, pneumatici tubeless con lattice.

Analisi Statica

Telaio e carro sono in carbonio con leveraggi di attuazione della sospensione in alluminio.

Il motore Shimano è ancorato superiormente al triangolo principale e protetto nella parte inferiore da una piastra in carbonio che lo integra perfettamente nelle linee del telaio. La batteria standard da 504 Wh è fissata ad un coperchio, anch’esso in carbonio, avvitato saldamente alla parte inferiore del tubo obliquo con otto bulloncini, che la rende assolutamente invisibile all’interno del telaio, pur essendo una batteria nata per essere montata esternamente. Tramite due piccole finestrelle si può accedere facilmente sia alla presa per la ricarica che all’interruttore per l’accensione del motore.

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La bici si presenta con una livrea totalmente opaca di un accattivante blu intenso e parti nere carbonio, con grafiche a contrasto in giallo fluo, che caratterizzano anche forcella, ammortizzatore e cerchi. Un insieme molto gradevole, sportivo ma senza risultare troppo appariscente.

Subito si nota l’estrema cura nei dettagli costruttivi, fra i quali spiccano i passaggi cavo totalmente integrati, sia nel triangolo principale che nel carro, che donano maggiore pulizia generale, le ampie protezioni dedicate sia per il tubo obliquo, motore e fodero posteriore in gomma dura stampata sagomata, e per finire, una piastrina in acciaio inox lucidato a specchio con funzione di antirisucchio. Non manca anche un funzionale guidacatena montato superiormente alla corona.

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Reparto sospensioni e reggisella telescopico sono marchiati Fox.

A comandare la sospensione posteriore troviamo il top di gamma Fox Float Factory DPX2 200×51 legacy con trattamento Kashima coat e tuning specifico per Ebike. Ha una leva in tre posizioni per modificare la comprensione: open – medium – firm, un’ulteriore regolazione della comprensione alle basse velocità quando la leva è nella posizione open e il controllo del ritorno. Pratico l’indicatore del SAG per le regolazioni preliminari.

La sospensione DW Link, una costante in casa Pivot,  lavora in maniera molto fluida e sensibile sui piccoli urti, filtrando molto le asperità del terreno, diventando molto progressiva nella seconda parte di corsa. In pedalata risulta sempre attiva, quindi meglio chiudere l’ammortizzatore quando si percorrono tratti di strada dal fondo molto scorrevole.

La forcella Fox 36 Factory 150 mm, anche questa con trattamento Kashima e tuning specifico per Ebike, beneficia delle stesse regolazioni descritte per l’ammortizzatore,  spicca per sensibilità e progressione, lavorando in perfetto accordo con la sospensione posteriore. La rigidità dell’insieme ci permette di mantenere le traiettorie impostate con facilità e precisione.

Il reggisella telescopico Fox Transfer con passaggio interno del cavo ha una leva che non interferisce con il comando remoto delle assistenze del motore Shimano, il cui azionamento è sempre morbido e preciso, ed ha 150mm di travel.

Ottima la sella WTB con personalizzazione Pivot, una delle più comode mai provate!

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Il reparto trasmissione è affidato a Shimano: troviamo un gruppo completo XT Di2 ad azionamento elettronico, collegato direttamente alla batteria principale che lavora in simbiosi con il sistema motore. Tramite il dispay possiamo effettuare eventuali regolazioni e visulalizzare costantemente il rapporto innestato. Il cambio risponde rapidamente agli input del rider ed è possibile effettuare cambiate multiple semplicemente tenendo premuto il tasto desiderato. Personalmente avrei preferito i tasti di azionamento invertiti, è comunque possibile accedere a questa funzione tramite l’applicazione e-tube direttamente dallo smartphone per modificarne la logica.

La cassetta pignoni XT con rapporti 11/46, abbinata alla corona da 34t anteriore, ci permette di affrontare salite molto ripide e di pedalare a circa 40kmh con una cadenza di 90rpm.

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Le ruote sono state create appositamente da DT SWISS per la Shuttle, sono delle EB1550 con serigrafie dedicate, mozzi 240s da 110×15 (boost anteriore) e 157/12 (super boost) posteriore, con raggi a testa dritta e cerchi da 27.5″ con canale interno da 40mm. Da segnalare l’estrema facilità di montaggio e tallonatura delle gomme di serie. Un insieme che spicca per scorrevolezza, confort e affidabilità.

A fermare la bici ci pensano una coppia di freni Shimano XT con rotori ice tech da 203 mm anteriore e 180 posteriore. Mi sono piaciuti per ergonomia della leva e per modularità,  anche la potenza è di buon livello ma non estrema.

L’allestimento originale prevede il montaggio di una coppia di Maxxis  Rekon+ da 2.8″, ma sull’esemplare in test era montata all’anteriore una Maxxis Minion DHF sempre da 2,8″. Il carro posteriore e la forcella sono compatibili con ruote da 29″ fino a 2.5″ di larghezza.

Circa a metà test ho inserito all’interno delle gomme una coppia di ABS Roc, che mi hanno permesso di abbassare la pressione di gonfiaggio ottenendo maggior grip, aumentare il sostegno, evitare stallonature e proteggere i cerchi dagli impatti con il terreno.

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Il cockpit è composto da prodotti marchiati Pivot Phoenix, manubrio in carbonio da 780 mm con manopole personalizzate e attacco manubrio in alluminio di dimensioni generose.

Il display del motore è posizionato accanto all’attacco manubrio in posizione ben protetta, lasciando spazio al posizionamento di eventuali accessori come luci o computer.

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La Shuttle è equipaggiata con un sistema motore/batteria Shimano Steps E8000, con batteria da 504Wh.

Il motore ha 4 livelli di assistenza selezionabili dal manubrio più la funzione walk assist:

  1. Off – Nessuna assistenza da parte del motore, display con tutte le funzioni visualizzabili e soprattutto cambio elettronico attivo. A motore totalmente spento il cambio non funziona.
  2. Eco – Buon supporto per affrontare salite di media pendenza, con una buona progressione, può risultare eccessivo per alcuni rider.
  3. Trail – Dopo l’ultimo aggiornamento questa modalità è adattiva, si nota una maggiore progressione e prontezza all’aumentare della spinta sui pedali.
  4. Boost – massima spinta da utilizzarsi solo in presenza di pendenze estremamente elevate, con il settaggio base risulta piuttosto brusca e soffre di un evidente trascinamento quando si smette di pedalare.

Dall’applicazione possiamo regolare le modalità Trail e Boost singolarmente, su tre livelli, per adattare meglio la risposta del motore alle nostre esigenze. Purtroppo non ho potuto modificare questi parametri, in quanto non mi è stata fornita la password per accedere dallo smartphone con l’applicazione dedicata.

Grazie alla leva fisica di attivazione, il walk assist funziona egregiamente, spinge con vigore anche in presenza di fondi accidentati e sdrucciolevoli, senza stancare troppo la mano che deve tenere premuta la leva. Ho notato che durante l’utilizzo della funzione walk assist, il cambio elettronico non funziona, non è quindi possibile cambiare rapporto accompagnando la bici.

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Geometrie e prezzo

Su questa Shuttle nulla è lasciato al caso, l’estrema cura progettuale si nota anche nelle geometrie che potremmo definire moderne e performanti. Tra tutte, spicca la lunghezza del carro posteriore di soli 437 mm, misura estremanente compatta se consideriamo che è possibile montare anche la ruota da 29″, e che trasmette alla bici una particolare maneggevolezza durante la percorrenza delle curve più strette, con una ruota posteriore che segue facilmente le traiettorie impostate dall’anteriore. L’angolo sella di 74° ci porta ad una posizione in sella centrata, che ci aiuta nelle salite più ripide, l’angolo sterzo di “soli” 65.8° e il passo di quasi 1210mm ci assicureranno la stabilità necessaria per far correre la Shuttle in tutta sicurezza, senza reazioni improvvise o indesiderate. Il reach di 445mm abbinato ad uno stack di 612mm ci portano ad una posizione di guida sicura e ben caricata sul manubrio. La luce a terra è sufficente per superare la maggior parte degli ostacoli senza interferenze, raramente ho battuto i pedali a terra nei passaggi più critici.

La bici è disponibile in quattro taglie da S a XL, per adattarsi a rider alti da 162cm a oltre 193cm. La Shuttle è presente in un’unica colorazione ed un solo allestimento al prezzo di 9.999€. Potete trovare i manuali tecnici, il dettaglio dei componenti montati e altre informazioni sulla pagina dedicata cliccando qui.

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In azione

Appena impugnato l’ampio manubrio della Shuttle ho avuto subito una sensazione di controllo, la posizione di guida moderatamente allungata e caricata sull’anterioreha messo in luce le doti di questa bici. Difficile coniugare maneggevolezza e stabilità, nella Shuttle ho trovato entrambe le cose, stabile e rassicurante nei tratti veloci, rapida e intuitiva nei tratti tortuosi. In pedalata risulta scorrevole e poco stancante, merito della sospensione attiva che asseconda ogni asperità del terreno disperdendo una quantità minima di energia,  e del peso globale della bici che si attesta intorno ai 21kg in ordine di marcia, sicuramente la più leggera che io abbia mai provato.

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Salita

Grazie ad una modalità ECO particolarmente spinta e progressiva ed alla possibilità di bloccare le sospensioni, le salite scorrevoli vengono superate con un minore dispendio di energie ad una velocità superiore alla media. Questo aspetto verrà apprezzato specialmente dai rider meno allenati fisicamente.

Per affrontare rampe molto ripide, è necessario mantenere una posizione centrale che aiuti a scaricare a terra tutta la coppia prodotta dall’unità giapponese, mantenendo una pedalata rotonda, che ci consenta di rimanere nel range ottimale del motore che va dalle 75 alle 105 pedalate al minuto.

Le manovre su sentieri tecnici e tortuosi risulteranno facilitate dalla compattezza del carro e dal passo contenuto, coaudiuvati da un equilibrio generale a basse velocità e dalla erogazione controllata e progressiva in modalità Trail, che ci assisterà senza metterci in difficoltà.

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Discesa

Un vero piacere condurre questa Shuttle su trail veloci e scorrevoli, le sospensioni e le gomme seguono alla perfezione il terreno portando tenuta e stabilità ai massimi livelli, la guida risulta precisa e rilassata in ogni frangente; meglio lasciarla scorrere cercando gli appoggi naturali o artificiali offerti dal terreno, sfruttando il grip e la direzionalità del collaudato Maxxis Minion DHF 2.8″ gonfiato a 0.8 bar con l’ausilio di ABS ROC, piuttosto che forzare manovre al limite, con una guida sporca, stancante e alla lunga meno redditizia.

Affrontando trail tecnici ed impegnativi a velocità sostenute, si ha sempre una sensazione di stabilità e controllo, in nessun frangente ho notato reazioni scomposte o imprevedibili, anzi la confidenza offerta da un progetto estremanente bilanciato, mi ha permesso di alzare i miei limiti superando in scioltezza ostacoli che in passato mi avevano messo in apprensione.

La sospensione posteriore, con ammortizzatore settato secondo le indicazioni della casa, si comporta da vera incassatrice, ben sostenuta a metà corsa ed estremamente progressiva a fine corsa, non va mai in crisi, letteralmente si mangia tutto quello che passa sotto alle ruote, salti con atterraggi piatti compresi. La sensazione è quella di avere una sospensione dalla corsa infinita, ben più ampia dei 140mm dichiarati alla ruota.

L’estrema stabilità in velocità non penalizza particolarmente la maneggevolezza nei tratti lenti e tortuosi, ma di certo non la rende una delle più fulminee nei rapidi cambi di direzione.

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Autonomia

Ormai assodato che l’unità Shimano non è da ritenersi tra le più efficenti in termini di autonomia, solo con un attento utilizzo dei livelli di assistenza avremo percorrenze adeguate a portare al termine le uscite più impegnative. Più volte ho dovuto rallentare il mio ritmo per risparmiare la batteria e concludere l’uscita con ancora l’ausilio del motore. Con il mio utilizzo tipo, sono riuscito comunque a concludere giri di oltre 50 km, con un dislivello massimo di circa 1350mt D+ misurati con Garmin Edge 520.

Da segnalare che la modalità ECO di Shimano ha un’assistenza piuttosto alta, che ci farà stancare meno in salita, ma consumerà più velocemente la batteria. Attenzione a non fare troppo affidamento né all’indicazione dell’autonomia residua (gamma), né al livello batteria visualizzato sul display: specialmente le ultime due tacche non hanno la stessa progressione di scarica rispetto alle prime. Ho verificato lo stesso comportamento con entrambe le batterie che avevo a disposizione.

Se siete soliti portare con voi una seconda batteria e sostituirla durante l’uscita, mettete in conto che per questa operazione ci vuole un pochino di pazienza, bisognerà togliere ben otto bulloncini per aprire il coperchio e altri due per sganciare la batteria dal supporto.

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Problemi riscontrati durante il test

Niente di rilevante, solo una leggera bozzatura al cerchio posteriore accaduta prima del montaggio di ABS ROC e una foratura allo pneumatico posteriore causata da una roccia appuntita. Ritengo il Maxxis Rekon+ non particolarmente robusto per un uso intensivo su terreni impegnativi.

Inizialmente il cambio posteriore era impreciso, è bastata però una regolazione fine per ottenere un funzionamento impeccabile.

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Conclusioni

Pivot fa centro al primo colpo: la Shuttle è una bici estremamente polivalente, frutto di geometrie pensate sia per un uso spinto che per andature meno impegnative, adatta sia a rider in evoluzione che a rider esperti che ricercano una tuttofare per godersi al massimo le proprie uscite. Un progetto riuscito sotto tutti i punti di vista, curato nei minimi dettagli sia tecnici che estetici, una bici esclusiva e blasonata, non alla portata di tutte le tasche.

La Shuttle è una di quelle bici che ti invogliano a uscire, esplorare, pedalare, alzare i propri limiti, pedalarla per ore ed ore… fino a quando la batteria si esaurisce!

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Ed ora cliccate questo link per vedere la Pivot Shuttle in azione nelle sapienti mani di un campione come Andrea Bruno!

Pivot Cycles

Tribe Distribution

 

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60 risposte a [Test] Pivot Shuttle

  1. velocipede 02/02/2018 at 12:45 #

    Come ti è sembrato il suono/rumore dello Shimano sotto ad un telaio in carbonio? Amplificato in stile "scatolato", in linea con altri telai Shimanomuniti o più tenue?

  2. Mogne 02/02/2018 at 12:59 #

    Anche io, ho avuto la fortuna di tenerla una giornata intera, una bici stupenda, funziona davvero bene. Ho fatto un video molto dettagliato…

  3. ROBIX 02/02/2018 at 13:00 #

    gran bel progetto niente è lasciato al caso
    una curiosità, la scelta di integrare la batteria standart porta vantaggi rispetto all’integrata tipo BMC o Mondraker o Pivot ha voluto fare l’originale

  4. Mogne 02/02/2018 at 13:01 #

    gran bel progetto niente è lasciato al caso
    una curiosità, la scelta di integrare la batteria standart porta vantaggi rispetto all'integrata tipo BMC o Mondraker o Pivot ha voluto fare l'originale

    si pesa meno

    • Jedi 02/02/2018 at 13:55 #

      Bisogna valutare anche quando hanno impostato il progetto e aperto gli stampi, In questo caso all´epoca la batteria esterna era definita ed era una scelta meno rischiosa per la timeline del progetto.

  5. Auanagana 02/02/2018 at 13:02 #

    si pesa meno

    E rimane complessivamente più bassa..

  6. Auanagana 02/02/2018 at 13:26 #

    Gran bel mezzo. Dalla ottima prova di @ducams4r traspare equilibrio e facilità per ogni tipo di utenza…
    Proposto anche attorno ai 7000 con un montaggio alternativo Rockshox non peserebbe tanto di più e ne venderebbero di più …( vedi le versioni della Rocky Powerplay)
    Non  mi piacciono cerchi però…questa starebbe bene con dei canali da max 35mm ..ma meglio 30mm e gommata 2.5 -2.6..:)

  7. CORSARO 02/02/2018 at 13:29 #

    Gran bel mezzo. Dalla ottima prova di @ducams4r traspare equilibrio e facilità per ogni tipo di utenza…
    Proposto anche attorno ai 7000 con un montaggio alternativo Rockshox non peserebbe tanto di più e ne venderebbero di più …( vedi le versioni della Rocky Powerplay)
    Non  mi piacciono cerchi però…questa starebbe bene con dei canali da max 35mm ..ma meglio 30mm e gommata 2.5 -2.6..:)

    si un """entry level"" a 7k dovrebbe esserci….

    ma mi sa che vogliono fare una bici molto esclusiva…

  8. ROBIX 02/02/2018 at 13:33 #

    certo che avere una meraviglia di bici così e non riuscire a fare più di 1350 m di dislivello … un po di amaro in bocca ti resta

    io sono sempre più convinto che per chi pedala discretamente l’autonomia delle ebike attuali sia un grosso limite

    • Jedi 02/02/2018 at 13:59 #

      Devi valutare su che percorsi, perche´ allora al buio ti posso dire che con shimano, su altra bici ci faccio circa 2100mt, sempre a Finale. Poi dipende dallo stato di forma, dal peso, dalla rapporatura, etc.

  9. Auanagana 02/02/2018 at 13:40 #

    certo che avere una meraviglia di bici così e non riuscire a fare più di 1350 m di dislivello … un po di amaro in bocca ti resta

    io sono sempre più convinto che per chi pedala discretamente l'autonomia delle ebike attuali sia un grosso limite

    Vero. Shimano ad oggi è il motore che consente di fare bici leggere ma gli manca un po' di ottimizzazione sia nei consumi e affidabilità di indicazione ( vedi la storia delle ultime due tacche) sia nel livello eco troppo alto….se risolvono quella..;)
    In ogni caso preferisco uno Shimano con 504wh che la soluzione Focus a batteria limitata..:roll:

  10. wollace 02/02/2018 at 13:42 #

    Come rimarrebbe il mio conto in banca se la comprassi…..complessivamente più basso.
    E’ vero che dietro c’è uno studio ingegneristico da ammortizzare, così come gli impianti di produzione ma 10.000,00 euro…
    Ciò non toglie che per me è una delle più belle in circolazioni e potendomela permettere la comprerei subito

  11. ROBIX 02/02/2018 at 13:42 #

    si infatti potrebbero anche sveglarsi e fare una batteria da almeno 630 , tipo rocky fantic ect

  12. Auanagana 02/02/2018 at 13:55 #

    si infatti potrebbero anche sveglarsi e fare una batteria da almeno 630 , tipo rocky fantic ect

    Secondo me la snake battery allungata con una fila di celle in piu' puo' essere la via giusta su Shimano..

  13. Mogne 02/02/2018 at 14:19 #

    Il peso della batteria Shimano integrabile è di 3190 gr, cioè ben sopra i 2600 gr della batteria esterna Shimano sempre da 504 Wh. Non mi sembra poco

  14. Auanagana 02/02/2018 at 14:24 #

    Il peso della batteria Shimano integrabile è di 3190 gr, cioè ben sopra i 2600 gr della batteria esterna Shimano sempre da 504 Wh. Non mi sembra poco

    E la forma e' svantaggiosa per la distribuzione dei pesi.. Non ha futuro quella batteria..aspetto i pesi della snake..Lapierre -Kettler e Husqvarna

  15. ducams4r 02/02/2018 at 15:03 #

    Il peso della batteria Shimano integrabile è di 3190 gr, cioè ben sopra i 2600 gr della batteria esterna Shimano sempre da 504 Wh. Non mi sembra poco

    2645 g per la precisione!

  16. ducams4r 02/02/2018 at 15:04 #

    Un ringraziamento doveroso a @Jedi per le foto in azione!:cool:

  17. velocipede 02/02/2018 at 15:04 #

    2645 g per la precisione!

    I 45 gr sono di adesivo Pivot :joy:

  18. ducams4r 02/02/2018 at 15:05 #

    Come ti è sembrato il suono/rumore dello Shimano sotto ad un telaio in carbonio? Amplificato in stile "scatolato", in linea con altri telai Shimanomuniti o più tenue?

    Classico ronzio del motore shimano, ne più ne meno.

  19. ducams4r 02/02/2018 at 15:08 #

    gran bel progetto niente è lasciato al caso
    una curiosità, la scelta di integrare la batteria standart porta vantaggi rispetto all'integrata tipo BMC o Mondraker o Pivot ha voluto fare l'originale

    Non so l'esatta motivazione della scelta dei progettisti e designers Pivot, credo principalmente per dimensioni più compatte e per peso, visto che è un loro vanto aver prodotto una emtb con queste caratteristiche al di sotto dei 20kg dichiarati.

  20. Rick 02/02/2018 at 22:23 #

    Vero. Shimano ad oggi è il motore che consente di fare bici leggere ma gli manca un po' di ottimizzazione sia nei consumi e affidabilità di indicazione ( vedi la storia delle ultime due tacche) sia nel livello eco troppo alto….se risolvono quella..;)
    In ogni caso preferisco uno Shimano con 504wh che la soluzione Focus a batteria limitata..:roll:

    Shimano quando sarà "affinato" per bene, e intendo anche il rumore (è soggettivo lo so) sarà forse il miglior motore in circolazione..
    Bè, concordo, la soluzione focus lascia il tempo che trova…

  21. velocipede 02/02/2018 at 22:36 #

    Shimano quando sarà "affinato" per bene, e intendo anche il rumore (è soggettivo lo so) sarà forse il miglior motore in circolazione..
    Bè, concordo, la soluzione focus lascia il tempo che trova…

    E ti devono dare tutto subito considerando che sono usciti ieri col motore? 🙂
    In un post sul tread Kenevo Cina46 aveva scritto …

    alla prossima 2019 magari mettono un comando remoto con display come gli altri ……….un accessorio alla volta crea ….fatturato :joy:

    Se la questione vale per Specialized deve valere anche per Shimano no?  😉

  22. Rick 02/02/2018 at 22:43 #

    E ti devono dare tutto subito considerando che sono usciti ieri col motore? 🙂
    In un post sul tread Kenevo Cina46 aveva scritto …

    Se la questione vale per Specialized deve valere anche per Shimano no?  😉

    Non c'entra con quello che ho scritto…
    Ho scritto che sarà il "miglior motore quando sarà affinato per bene", che ci mettano 1/2/3/4 anni non cambia la sostanza;)

  23. velocipede 02/02/2018 at 22:48 #

    Non c'entra con quello che ho scritto…
    Ho scritto che sarà il "miglior motore quando sarà affinato per bene", che ci mettano 1/2/3/4 anni non cambia la sostanza;)

    Boh … rileggo e credo che centri invece.
    L'affinamento magari ce l'hanno già in canna (come forse l'Eco settabile, lo stacco più sfumato sopra ai 25 e magari qualche altro livello d'assistenza) ma sarebbero folli se ti propinassero subito tutto considerando che sono fuori da poco

  24. Rick 02/02/2018 at 22:57 #

    Boh … rileggo e credo che centri invece.
    L'affinamento magari ce l'hanno già in canna (come forse l'Eco settabile, lo stacco più sfumato sopra ai 25 e magari qualche altro livello d'assistenza) ma sarebbero folli se ti propinassero subito tutto considerando che sono fuori da poco

    Intendo dire che sono partiti da un'ottima base e non serve molto arrivare al top, ci sono molto vicini…
    Il mio è un complimento non una critica…;)

  25. vicma56 03/02/2018 at 17:21 #

    ducams4r…avevo letto un tuo commento riguardo alla Pivot…dove dicevi che ti ha permesso di "abbassare i tuoi tempi" …(non mi ricordo dove l'ho letto ma mi era rimasto impresso nella mente)…cosa intendevi ?;)

  26. tostarello 03/02/2018 at 17:44 #

    ducams4r…avevo letto un tuo commento riguardo alla Pivot…dove dicevi che ti ha permesso di "abbassare i tuoi tempi" …(non mi ricordo dove l'ho letto ma mi era rimasto impresso nella mente)…cosa intendevi ?;)

    non era per caso riferito alla rocky mountain?

  27. vicma56 03/02/2018 at 17:59 #


    …parlava della Shuttle…

  28. tostarello 03/02/2018 at 18:01 #


    …parlava della Shuttle…

    ah ok, io ricordavo un post più vecchio (ho aggiunto il link nel post precedente)

    il duca continua a macinare record 😛

  29. vicma56 03/02/2018 at 18:07 #

    ah ok, io ricordavo un post più vecchio (ho aggiunto il link nel post precedente)

    il duca continua a macinare record 😛

    ….voglio vedere i tempi…e le differenze di miglioramento…le sensazioni non bastano:razz:

  30. ducams4r 03/02/2018 at 20:16 #

    @vicma56 , @tostarello

    Effettivamente i record personali sono fatti per essere battuti.:D

    La Rocky che ho avuto a disposizione per una sola giornata, mi aveva portato ad abbassare alcuni tempi sui alcuni trail, visto che non avevo avuto modo nemmeno di abituarmi e di conoscerla nei particolari, il dato di Strava, unito alle sensazioni di guida mi avevano aiutato a capire meglio il carattere della bici.
    Stessa cosa dicasi per la Shuttle ma su trail di altro genere.
    Non ho potuto invece dirlo della Radon…

    Sia bene inteso che solitamente ho una buona costanza su determinati segmenti Strava che uso come riferimento, quindi anche piccole variazioni risultano significative, non in senso assoluto, ma per avere un parametro di comparazione.

    Seguitemi su Strava, Mirko "ducams4r" Isetta per vedere le mie giornate di riding!;)

  31. vicma56 03/02/2018 at 20:38 #

    @vicma56 , @tostarello

    Effettivamente i record personali sono fatti per essere battuti.:D

    La Rocky che ho avuto a disposizione per una sola giornata, mi aveva portato ad abbassare alcuni tempi sui alcuni trail, visto che non avevo avuto modo nemmeno di abituarmi e di conoscerla nei particolari, il dato di Strava, unito alle sensazioni di guida mi avevano aiutato a capire meglio il carattere della bici.
    Stessa cosa dicasi per la Shuttle ma su trail di altro genere.
    Non ho potuto invece dirlo della Radon…

    Sia bene inteso che solitamente ho una buona costanza su determinati segmenti Strava che uso come riferimento, quindi anche piccole variazioni risultano significative, non in senso assoluto, ma per avere un parametro di comparazione.

    Seguitemi su Strava, Mirko "ducams4r" Isetta per vedere le mie giornate di riding!;)

    Ma quando testi una bici  fai percorsi diversi ….o fai lo stesso percorso che conosci bene (con tutte le bici che hai in prova)…  per avere i riferimenti-tempi-consumi ?

  32. ducams4r 03/02/2018 at 20:56 #

    Ma quando testi una bici  fai percorsi diversi ….o fai lo stesso percorso che conosci bene (con tutte le bici che hai in prova)…  per avere i riferimenti-tempi-consumi ?

    Raramente faccio esattamente lo stesso giro, per i tempi ho dei segmenti Strava di riferimento, cerco sempre di portare le bici su percorsi vari per capirne le peculiarità.
    Se facessi sempre lo stesso percorso emergerebbero solo determinate caratteristiche.
    Comunque i tempi non sono decisivi in fase di giudizio, non si possono prendere come parametri assoluti, ci sono troppi fattori che possono gravare su una prestazione. Non è come fare lo 0-100 per un'auto, è più simile ad una prova consumi.

    La cosa più difficile da capire è come si comporterebbe una bici in altre mani, ad  andature diverse dalle mie.

  33. velocipede 03/02/2018 at 21:05 #

    Più che altro, come fai a ritornare sulla tua Cube (senza nulla toglierle neh) quando poco prima testavi bici come Powerplay, Shuttle e compagnia bella … 😛

  34. Bartbike 03/02/2018 at 21:41 #

    Raramente faccio esattamente lo stesso giro, per i tempi ho dei segmenti Strava di riferimento, cerco sempre di portare le bici su percorsi vari per capirne le peculiarità.
    Se facessi sempre lo stesso percorso emergerebbero solo determinate caratteristiche.
    Comunque i tempi non sono decisivi in fase di giudizio, non si possono prendere come parametri assoluti, ci sono troppi fattori che possono gravare su una prestazione. Non è come fare lo 0-100 per un'auto, è più simile ad una prova consumi.

    La cosa più difficile da capire è come si comporterebbe una bici in altre mani, ad  andature diverse dalle mie.

    Solo per capir… ma fai questo di mestiere?

  35. tostarello 03/02/2018 at 21:45 #

    Più che altro, come fai a ritornare sulla tua Cube (senza nulla toglierle neh) quando poco prima testavi bici come Powerplay, Shuttle e compagnia bella … 😛

    essì magari è dura, ma sono anche 10.000 leuri 😀

  36. ducams4r 03/02/2018 at 21:53 #

    Più che altro, come fai a ritornare sulla tua Cube (senza nulla toglierle neh) quando poco prima testavi bici come Powerplay, Shuttle e compagnia bella … 😛

    Oggi ho partecipato alla Final-E in sella alla mia fidata Cube che non utilizzavo da un mese e mezzo, tornare a gomme da 2.35 è stato traumatico in principio, poi ho ripreso a girare come al solito!:) sono di bocca buona!:razz:
    La pecca principale di questa bici è la scarsa progressività della sospensione posteriore, diametralmente opposta alla Shuttle, mi sa che dovrò aumentare il volume degli spessori di progressività:imp:
    Ho da poco montato una Vittoria Morsa al posteriore, ottima per scorrevolezza e volume, ma oggi mi ha tradito in un paio di occasioni sul terreno viscido.: unamused:

  37. ducams4r 03/02/2018 at 21:56 #

    Solo per capir… ma fai questo di mestiere?

    Pultroppo no, solo per passione e divertimento.

  38. CORSARO 03/02/2018 at 22:17 #

    Solo per capir… ma fai questo di mestiere?

    SIEEEEEE l'oracolo mica gli molla 1 euro….

  39. Ale 81 03/02/2018 at 22:21 #

    Pultroppo no, solo per passione e divertimento.

    Quindi tutto aggratis?

  40. velocipede 03/02/2018 at 22:25 #

    Quindi tutto aggratis?

    Si ha diritto ad un indennizzo solo al superamento dei 2000 like 

  41. Bartbike 03/02/2018 at 22:29 #

    Pultroppo no, solo per passione e divertimento.

    Ti capisco per una vita ho scritto e pubblicato articoli in una prestigiosa rivista di pesca solo per passione

  42. Ale 81 03/02/2018 at 22:32 #

    Ti capisco per una vita ho scritto e pubblicato articoli in una prestigiosa rivista di pesca solo per passione

    Ah, sei anche un pescatore Bart? 🙂

  43. Gatto02 03/02/2018 at 22:34 #

    Ti capisco per una vita ho scritto e pubblicato articoli in una prestigiosa rivista di pesca solo per passione

    Bravo Bart , ora non scrivi più ? Ma tu peschi hai questa passione ?

  44. Bartbike 03/02/2018 at 22:35 #

    Ah, sei anche un pescatore Bart? 🙂

    Oddio son vecchi ricordi ma diciamo che il carp fishing in Italia alla fine degli ottanta mi ha visto t4a i protagonisti insieme a Mantovani e Ripamonti…. e la rivista omonima ha pubblicato tanti miei articoli….ma ormai è acqua passata e non pesco piu

  45. Bartbike 03/02/2018 at 22:35 #

    Bravo Bart , ora non scrivi più ? Ma tu peschi hai questa passione ?

    Sembro io tra trent’anni

  46. ducams4r 04/02/2018 at 00:00 #

    Quindi tutto aggratis?

    Per ora si, poi si vedrà, magari se la community continua a crescere…

  47. Kratos1982 04/02/2018 at 09:54 #

    Buongiorno.
    Secondo me una bici elettrica dovrebbe fare del suo punto di forza l'autonomia della batteria.
    È vero che tutto è fondamentale per far uscire una bici al top.
    Ma se compro una bici elettrica è perché voglio il sostegno del motore e non desidero che mi molli prima di altre marche o che non possa fare affidamento sulle reali indicazioni del display.
    È vero che dopo un po' uno si regola ma secondo me è una bella pecca.
    Poi ci saranno altri vantaggi ma io una ottima bici elettrica l'abbino anche ad un'ottima durata della batteria.
    Alla fine sono state create per aiutare.
    Sicuramente Shimano migliorerà questo aspetto ma sarebbe dovuta gia uscire almeno alla pari degli altri.
    Io lo vedo un po' come una mossa sbagliata.
    Dovessi ora comprare una e-mtb e leggo di "problemi" di autonomia non comprerei quel prodotto.

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  48. velocipede 04/02/2018 at 09:58 #

    Buongiorno.
    Secondo me una bici elettrica dovrebbe fare del suo punto di forza l'autonomia della batteria.
    È vero che tutto è fondamentale per far uscire una bici al top.
    Ma se compro una bici elettrica è perché voglio il sostegno del motore e non desidero che mi molli prima di altre marche o che non possa fare affidamento sulle reali indicazioni del display.
    È vero che dopo un po' uno si regola ma secondo me è una bella pecca.
    Poi ci saranno altri vantaggi ma io una ottima bici elettrica l'abbino anche ad un'ottima durata della batteria.
    Alla fine sono state create per aiutare.
    Sicuramente Shimano migliorerà questo aspetto ma sarebbe dovuta gia uscire almeno alla pari degli altri.
    Io lo vedo un po' come una mossa sbagliata.
    Dovessi ora comprare una e-mtb e leggo di "problemi" di autonomia non comprerei quel prodotto.

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    Esatto, allora basta che acquisti Bosch o Yamaha

  49. Kratos1982 04/02/2018 at 10:22 #

    Si ho una bici con Yamaha e mi trovo bene..

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  50. ducams4r 04/02/2018 at 20:23 #

    Buongiorno.
    Secondo me una bici elettrica dovrebbe fare del suo punto di forza l'autonomia della batteria.
    È vero che tutto è fondamentale per far uscire una bici al top.
    Ma se compro una bici elettrica è perché voglio il sostegno del motore e non desidero che mi molli prima di altre marche o che non possa fare affidamento sulle reali indicazioni del display.
    È vero che dopo un po' uno si regola ma secondo me è una bella pecca.
    Poi ci saranno altri vantaggi ma io una ottima bici elettrica l'abbino anche ad un'ottima durata della batteria.
    Alla fine sono state create per aiutare.
    Sicuramente Shimano migliorerà questo aspetto ma sarebbe dovuta gia uscire almeno alla pari degli altri.
    Io lo vedo un po' come una mossa sbagliata.
    Dovessi ora comprare una e-mtb e leggo di "problemi" di autonomia non comprerei quel prodotto.

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    Aldilà degli sviluppi e ottimizzazioni che arriveranno da sicuramente da Shimano per migliorare le prestazioni del proprio motore, ritengo che si siano concentrati principalmente a produrre un'unità dalle dimensioni molto compatte, che possa integrarsi agevolmente con i telai più disparati, questo è un grande pregio se si vogliono ottenere bici performanti.
    Altro plus è che Shimano non obbliga i telaisti ad utilizzare una batteria predeterminata, ma come abbiamo già visto sulle Focus, o Bulls, c'è la possibilità di montare batterie personalizzate.

  51. velocipede 04/02/2018 at 20:45 #

    Bart (dato che quoti) se hai fatto caso ho scritto solo Yamaha e Bosch, perchè il Brose della Levo non è un motore degno di quella lista … se per alcuni è essenziale avere un autonomia al pari degli altri motori, per me è

    Aldilà degli sviluppi e ottimizzazioni che arriveranno da sicuramente da Shimano per migliorare le prestazioni del proprio motore, ritengo che si siano concentrati principalmente a produrre un'unità dalle dimensioni molto compatte, che possa integrarsi agevolmente con i telai più disparati, questo è un grande pregio se si vogliono ottenere bici performanti.
    Altro plus è che Shimano non obbliga i telaisti ad utilizzare una batteria predeterminata, ma come abbiamo già visto sulle Focus, o Bulls, c'è la possibilità di montare batterie personalizzate.

    Chissà se le batterie personalizzate delle case sopra citate mostrano problemi di visualizzazione e durata che tanti lamentano sulle originali …

  52. ducams4r 04/02/2018 at 21:03 #

    Chissà se le batterie personalizzate delle case sopra citate mostrano problemi di visualizzazione e durata che tanti lamentano sulle originali …

    Questo proprio non lo so, se qualche possessore di Focus ci vuole illuminare, è il benvenuto. Magari @tutankamon  o @Riccardo Cavalera

    • Riccardo Cavalera 05/02/2018 at 09:36 #

      Ciao, io continuo ad essere innamorato della mia bici con quella soluzione che “lascia il tempo che trova” infatti son passato da Jam2 Plus a Jam2 29r ed ora la cambierò solo per la nuova SAM2 in arrivo per metà mese…il discorso delle tacche con consumo più veloce era un problema di software Shimano e quindi era presente anche sulla Focus, ho notato che è sensibilmente migliorato dopo l’aggiornamento Software

  53. velocipede 04/02/2018 at 21:11 #

    Questo proprio non lo so, se qualche possessore di Focus ci vuole illuminare, è il benvenuto. Magari @tutankamon  o @Riccardo Cavalera

    E forse anche pedalerosso

  54. Bartbike 04/02/2018 at 21:39 #

    Aldilà degli sviluppi e ottimizzazioni che arriveranno da sicuramente da Shimano per migliorare le prestazioni del proprio motore, ritengo che si siano concentrati principalmente a produrre un'unità dalle dimensioni molto compatte, che possa integrarsi agevolmente con i telai più disparati, questo è un grande pregio se si vogliono ottenere bici performanti.
    Altro plus è che Shimano non obbliga i telaisti ad utilizzare una batteria predeterminata, ma come abbiamo già visto sulle Focus, o Bulls, c'è la possibilità di montare batterie personalizzate.

    Magari mi sbaglio, ma non fa lo stesso brose?

  55. ducams4r 04/02/2018 at 21:56 #

    Magari mi sbaglio, ma non fa lo stesso brose?

    Anche il brose ha la possibilità di montare batterie personalizzate,  ma non ha le dimensioni e peso dello Shimano.

  56. Fulltux 05/02/2018 at 02:13 #

    Buongiorno.
    Secondo me una bici elettrica dovrebbe fare del suo punto di forza l'autonomia della batteria.
    È vero che tutto è fondamentale per far uscire una bici al top.
    Ma se compro una bici elettrica è perché voglio il sostegno del motore e non desidero che mi molli prima di altre marche o che non possa fare affidamento sulle reali indicazioni del display.
    È vero che dopo un po' uno si regola ma secondo me è una bella pecca.
    Poi ci saranno altri vantaggi ma io una ottima bici elettrica l'abbino anche ad un'ottima durata della batteria.
    Alla fine sono state create per aiutare.
    Sicuramente Shimano migliorerà questo aspetto ma sarebbe dovuta gia uscire almeno alla pari degli altri.
    Io lo vedo un po' come una mossa sbagliata.
    Dovessi ora comprare una e-mtb e leggo di "problemi" di autonomia non comprerei quel prodotto.

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    Il tuo è un punto di vista rispettabilissimo e condivisibile ma squisitamente un punto di vista. Per tè la pecca è l'autonomia e alcuni costruttori hanno proposto soluzioni valide (alcuni non tutti ) ma per altri a pari capacità delle batterie (500w lo standard di fatto direi) ci sono anche esigenze diverse tipo la giocosità del mezzo………
    Dove tutto sommato i minimo 1000mt di dislivello fattibile servono a godere di una discesa appagante.  Fattori tipo compattezza del carro e peso complessivo della bici (sorvolo sulle geometrie)……… sono elementi (a mio avviso) importanti quanto l'autonomia
    Sicuramente Shimano è ancora giovane di software ma sulla carta per peso e ingombri siamo allo stato dell'arte al momento.

  57. Kratos1982 05/02/2018 at 08:07 #

    Il tuo è un punto di vista rispettabilissimo e condivisibile ma squisitamente un punto di vista. Per tè la pecca è l'autonomia e alcuni costruttori hanno proposto soluzioni valide (alcuni non tutti ) ma per altri a pari capacità delle batterie (500w lo standard di fatto direi) ci sono anche esigenze diverse tipo la giocosità del mezzo………
    Dove tutto sommato i minimo 1000mt di dislivello fattibile servono a godere di una discesa appagante.  Fattori tipo compattezza del carro e peso complessivo della bici (sorvolo sulle geometrie)……… sono elementi (a mio avviso) importanti quanto l'autonomia
    Sicuramente Shimano è ancora giovane di software ma sulla carta per peso e ingombri siamo allo stato dell'arte al momento.

    Si si infatti è solo un mio pensiero personale di come io concepisco la e-mtb che la uso per fare molti più metri di dislivello.
    Poi in base al proprio utilizzo personale e ai propri gusti ognuno fa le sue scelte.
    E per quanto riguarda la bici in questione comunque la ritengo una bici bellissima indipendentemente dal motore che monta perché ha una serie di componenti al top.

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